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Fortunatamente,  nel mondo ci sono Paesi dove i diritti civili sono decisamente più evoluti rispetto alla Russia dove qualcuno pensa (è vero, anche se sembra uno scherzo, nel 2014) che “i cadaveri dei gay andrebbero bruciati perché gli organi donati fanno diventare omosessuali chi li riceve”. Vero è che a Putinlandia, per quanto discriminati e maltrattati in ogni modo, gli omosessuali non rischiano la morte, come avviene invece in sette Paesi del mondo, principalmente africani.

Chloe Sevigny e Hilary Swank in “Boys Don't Cry”
Chloe Sevigny e Hilary Swank in “Boys Don’t Cry”

Il riconoscimento di un diritto raramente avviene per gentile concessione del potere, ma è quasi sempre frutto di lotte per ottenerlo. Negli Stati Uniti ad esempio, in questi giorni si commemorano i 45 anni dai moti di Stonewall in cui i gay newyorchesi si ribellarono ai soprusi della polizia dando vita a violenti scontri. Una rivolta che oggi è considerata una pietra miliare per la nascita del movimento di liberazione gay in tutto il mondo. Per celebrare l’evento, Salon, prestigiosa rivista online, raccoglie in un articolo i 43  migliori film di sempre in cui sono narrate storie LGBT (per dire: “Brokeback Mountain” e quel capolavoro di “Boys don’t cry”, ci sono).

Da 43 anni a questa parte le cose sono molto cambiate negli Stati Uniti, tanto che il candidato sindaco democratico di Providence (Rhode Island), Brett Smiley, può promuovere la sua candidatura con uno spot come questo:

Traduzione:

Sono il genere di persona che finisce sempre quello che inizia, ho pianificato le migliori vacanze che la mia famiglia abbia mai vissuto.

A questo punto nello spot interviene Jim, il marito: “Brett è la persona più organizzata che io abbia mai conosciuto, chi altro potrebbe chiedere di sposarti presentandotene i vantaggi con Power Point?”

Poi continua a parlare il candidato:
Ho un piano per l’educazione pubblica, per la creazione di posti di lavoro, per la sicurezza tassando le armi come per le sigarette.

Voce fuori campo: Wow, grande idea, ti eccita la cosa?
“Yes” risponde serissimo Brett. Che poi continua:
Ho un piano per il trasporto pubblico per lo sviluppo economico, per l’ambiente…

Voce fuori campo: GRAZIE BRETT! Conclude lo spot.