Ad alta frequenza

Di Davide Mantovani.

Andrea Savio, classe 1968, 3 figli, ha trasformato la sua passione per la radio in un mestiere. Il nonno gli regalò un registratore a bobine a sei anni: “Questa non è quella che mi regalò mio nonno, l’ho comprata ad un mercatino, ma è uguale! – dice – mio nonno la stava per buttare perché non funzionava. Io l’ho preso, aperto, studiato e riparato!” (foto con registratore)

Da quel giorno cominciò tutto. La passione per le radio lo ha portato a studiare a memoria la vita di Guglielmo Marconi (e qualcosa sulle frequenze). A 9 anni, la sua prima stazione radiofonica, Radio Cip, diventata poi Radio Yankee (foto di Andrea bambino davanti alla radio)

“Ho iniziato nel ’77 con Radio Cip, che poi è diventata Radio Fragola nel 1985. Io ed i miei amici venivamo qui (foto del solaio con lui al centro) e trasmettevamo. Microfono acceso e via a passare la nostra musica, e le nostre cazzate! Arrivavamo a coprire tutta la provincia, fino ai limiti di Reggio e Bologna”.

“Poi, dopo il varo della legge Mammì sulle concessioni per le frequenze, tutto è cambiato”. Le grandi radio si accaparravano le frequenze, e l’etere è diventato una giungla per i facoltosi. “Non si poteva più fare quello che fino a pochi anni prima facevo nel mio solaio. La radio non si poteva più fare solo per passione e divertimento, ci volevano soldi, e tanti. Iniziava l’era delle radio commerciali” . Con buona pace per le radio libere, nel vero senso della parola.

Inizia a lavorare nel campo radio professionale come tecnico nel ’86, si occupa di sistemi di comunicazione e ponti radio. Nel 1993 si mette in proprio, poi nel 2002 con Aessecom diventa un punto di riferimento per le comunicazioni radio nel mondo del motorsport. Da allora decine di scuderie si affidano a lui per la gestione e l’organizzazione delle trasmissioni radio durante le gare.
Lavora con tutto il mondo, crea sistemi di comunicazione per clienti asiatici, americani, europei.