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Appena l’altro ieri tutti indossavamo il nastrino rosso, in bella vista su maglioni e camice per dimostrare che sì, anche noi lottiamo contro l’Aids. Era il primo dicembre, giornata mondiale contro l’Aids e per ricordaci che anche noi siamo preoccupati per questa malattia terribile bastava aprire i social network, i giornali o accendere la tv e la radio. Oggi, però, è un altro giorno e torneremo a parlare d’altro. Siamo davvero sicuri che sia il caso di infilare tutto nel cassetto fino alla prossima giornata mondiale?

Ogni anno nel nostro Paese ci sono 3500-4000 nuove infezioni, una cifra sostanzialmente stabile, mentre in cura ci sono circa 100mila sieropositivi e si stimano circa 20mila persone che non sanno di avere il virus. Restiamo su questo ultimo dato: 20mila persone che non sanno di avere il virus e che potrebbero potenzialmente contagiare tantissime altre persone, un po’ come è successo a questo giovane latin lover in Romania, storia che rappresenta il peggio incubo i chiunque abbia avuto rapporti non protetti. Viene da chiedersi come mai nel 2014 con test gratuiti e anonimi ci siano ancora persone che non sanno di avere contratto il virus hiv.

preservativi_coop
 

La risposta purtroppo arriva diretta come una ventata di aria gelata: perché ci sono categoria – per esempio gli eterosessuali – che credono di essere in un qualche modo esenti e che vedono il contagio come una questione che riguarda solo gay e tossicodipendenti e quindi anche se corrono dei rischi non vanno ad eseguire il test, che comunque, diciamocelo francamente, da molti è ancora considerato come un marchio di infamia di cui vergognarsi. Purtroppo però i dati dicono che questo è l’unico modo per salvarsi, perché l’Aids è tra noi e si fa sentire: il 2013 è stato considerato un anno nero e l’ultima rilevazione dell’European Center for Diseaes Control and Prevention e dell’Oms parla di Un aumento dell’80% rispetto al 2004 che riguarda, purtroppo, i giovanissimi. Oltre l’80%  dei casi di contagi avviene per un rapporto sessuale non protetto. Per fregare il virus basta pochissimo: un preservativo. Ricordiamocelo anche dopo aver staccato le spillette rosse da maglioni e camice, per i 364 giorni che non sono il primo dicembre.

Nell’immagine, la nuova linea di preservativi lanciata da Coop Italia che han fatto discutere per l’azzeccata campagna di marketing realizzata dall’agenzia Young&Rubicam.