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In un nostro recente articolo sulle foche e sulla campagna di Greenpeace che ha danneggiato le  comunità Inuit avevamo scritto che spesso le cose fatte con buone intenzioni sono peggio di quelle fatte con intenzioni cattive. A quanto pare ci risiamo. Attivisti di Greenpeace provenienti da diversi paesi (Italia compresa) hanno lasciato un messaggio composto da lettere di stoffa sul popolare sito archeologico delle Linee di Nazca, in Perù. L’obiettivo ovviamente era quello di attirare l’attenzione sui cambiamenti climatici, dato che a Lima si sta svolgendo una conferenza delle Nazioni Unite sul tema.

Perù Greenpeace

Il problema è che secondo diversi giornali peruviani e il governo peruviano, gli attivisti sono entrati illegalmente in un sito inaccessibile per chiunque senza le dovute protezioni, danneggiando quello che è considerato un patrimonio dell’umanità. Greenpeace si è difesa con poche righe, spiegando che non hanno provocato danni e che l’operazione è stata supervisionata da un archeologo, ma scusandosi per eventuali “danni morali”. Però le foto che per ora circolano sul web sembrerebbero dare ragione al governo peruviano, che farà causa a Greenpeace.

Sul sito del Guardian c’è il video dell’azione notturna degli attivisti, mentre nel sito peruviano Utero.pe ci sono le foto che dimostrerebbero come il passaggio di Greenpeace abbia lasciato dei segni sul terreno.

E’ indubbio l’autogol comunicativo: basta leggere i commenti degli stessi sostenitori di Greenpeace nella pagina Facebook italiana dove viene annunciata con entusiasmo l’incursione degli attivisti.

greenpeace

 

La foto che dimostrerebbe i danni provocati dagli attivisti di Greenpeace:

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