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Paolo Campani, in arte Paul – senza nessuna fascinazione anglosassone si pronuncia come si scrive – era un uomo di bell’aspetto alto quasi un metro e novanta “col viso scavato, gli occhi profondi a cui le rughe fanno corona; a volte sofferto, a volte sorridente”, come lo descrive il socio e amico Max Massimino Garnier. Ci sono diverse leggende che avvolgono il suo nome e una di queste è che rifiutò una proposta di lavoro arrivata da Walt Disney in persona. Un’altra narra che quando la sua casa di produzione, la Paul Film, chiuse i battenti lui fosse lì a guardare le ruspe distruggere, mattone dopo mattone, il suo sogno. Lo immaginiamo in una scena in bianco e nero: di spalle con il fumo dell’immancabile sigaretta che si staglia contro la palazzina ormai demolita. Paul faceva così: guardava al mondo come a un teatro, assorbendo ogni dettaglio per riversarli nel suo disegno. Come quella volta che parlando con il Cavalier Alfonso Bialetti ne fece una caricatura trasformandolo in quell’Omino coi baffi che troneggia, ancora oggi, sulle caffettiere. Nei suoi appunti Garnier scrive che “la nascita di un personaggio è la memoria di una vita autentica e minuta, di una vita di provincia” e Paul era uno dei pochi a riuscire a sintetizzarla in pochi tratti, rendendola reale. Campani passava le sue giornate a disegnare, la mano in un moto perpetuo e la mente che viaggiava veloce su universi di invenzione: “Paul sta fermo, ancorato come un marinaio senza vele alla sua tavola da disegno. Le sue vele sono i fogli bianchi”. (…)

Il 2 settembre 1954 Campani fondò a Modena la Paul Film, la casa di produzione di pubblicità, animazione e caroselli che negli anni Sessanta divenne la più grande e famosa in Europa. Con lui due compagni di avventura: Max Massimino Garnier e Secondo Bignardi. Dagli uffici di via Agnini uscirono personaggi fantastici come Angelino, Toto e Tata e Miguel. Il primo gennaio 1977 scese il sipario su Carosello. La pubblicità cambiò volto e un mese dopo la Rai avrebbe trasmesso a colori. Nello stesso anno chiuse anche la Paul Film. L’eredità di Paul Campani non fu però dimenticata e un’intera generazione di illustratori si formò sui suoi disegni. Il suo patrimonio, archiviato in occasione di un’importante mostra che nel 2007 fu fatta al Foro Boario di Modena, resta in attesa di una collocazione e negli ultimi anni – anche grazie al lavoro fatto dalla galleria D406 Fedeli alla linea – si è fatta sempre più insistente la voce della necessità di dedicate uno spazio espositivo permanente all’opera di Campani e a quella delle altre glorie della matita nate sotto la Ghirlandina: Guido de Maria, Bonvi, Silver, Secondo Bignardi, Clod e tutti coloro che hanno partecipato al grande sogno della Paul Film.

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Converso ha deciso di raccontare la storia di Paul Campani e del Carosello raccogliendo i racconti delle persone che hanno lavorato con lui o che lo hanno conosciuto. Il materiale è diventato un videoreportage e un testo che vogliono essere una testimonianza di questa grande avventura. In occasione della mostra che inaugura venerdì 30 gennaio 2015 alle 18 nello spazio Converso di via Carteria 104 a Modena (per appuntamento: 3338317475) si è cercato di far dialogare giornalismo e arte, coinvolgendo alcuni studenti del liceo artistico Adolfo Venturi di Modena, coordinati dalla professoressa Marilena Ballotta, che hanno realizzato alcune tavole sulla storia di Paul e del Carosello. Nessuno di loro lo aveva mai visto.

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Paola Caruso ha 20 anni ed è di Carpi. Fin dall’infanzia ha dimostrato una particolare passione per le arti partecipando con creatività ad ogni cosa che veniva lei proposta. Dopo aver compiuto quattro anni di studi liceali scientifici, si è iscritta all’Istituto d’arte A. Venturi, frequenta il corso Arti figurative. Una passione per la cultura africana e la musica etnica, la accompagnano da tanti anni, ed è con lo stesso entusiasmo che ha deciso di partecipare alla mostra ‘mercanti di sogni’.

Riccardo Vieri Cerfogli ha diciannove anni ed è nato a Pavullo nel Frignano. frequenta il liceo artistico Venturi di Modena da cinque anni e spera di proseguire la sua passione per l’arte, il fumetto e il cinema. Durante gli studi ha avuto modo di partecipare a esposizioni scolastiche e di lavorare a vari progetti per privati. Da sempre ha un debole per i disegni realizzati interamente in bianco e nero ed è segretamente invidioso del successo di Gabriele Melegari al concorso di fumetto “Krakatoa Incorporescion”.

Gabriele Melegari, ha 19 anni ed è di Carpi. Da sempre ha avuto la passione per il disegno e i libri.
Frequenta il Liceo Artistico Venturi ed è all’ultimo anno, ma certo non si fermerà con la strada del disegno. Ha partecipato a diverse mostre in ambito scolastico e non solo. Nel 2014 ha vinto il primo premio della III edizione del King of Comics, concorso di fumetto organizzato dai ragazzi di “Krakatoa Incorporescion”. Gli piace sperimentare nuove tecniche e affrontare sempre temi diversi. E andare a caccia di zombi occasionalmente.

Anna Ferri

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