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L’omosessualità è una malattia? Nel 2014, c’è ancora chi lo pensa. Negli Stati Uniti, dove in molti stati i gay possono sposarsi e adottare bambini, ci sono veri e propri istituti dove si cerca di curare quella che viene considerata una malattia psichiatrica e una devianza sessuale. Solo in California e New Jersey questi trattamenti sono stati dichiarati illegali.

A raccontare la sua storia è Samuel Brinton , 26enne laureato ad Harvard, che per un anno è stato costretto dai genitori a stare in una di queste cliniche, dove ha subito delle vere e proprie torture, sia psicologiche che fisiche.

Cose che succedono solo oltre oceano? No. Anche qui da noi si possono trovare, anche se ben nascoste e mascherate. Il primo dato interessante è che nel maggio 2010 Joseph Nicolosi vero e proprio guru delle cure agli omosessuali e fondatore dell’associazione narth.com, è stato invitato a Brescia a un convegno dall’evocativo titolo “Identità di genere e libertà” organizzato da diverse associazioni, molte delle quali di medici cattolici.

Questo succedeva esattamente vent’anni dopo che l’organizzazione mondiale della sanità (Oms) depennava l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, definendola una “variante naturale del comportamento umano”. Purtroppo però quello che dice la scienza e quello che pensa la società non sempre coincide e il pregiudizio resta tanto: qui in Italia ancora si lotta per i diritti civili delle coppie omosessuali. La strada è lunga.

Ci sono paesi dove l’omosessualità è reato e sono tante le persone che chiedono asilo per non doversi più nascondere al mondo. E per quanto riguarda le cosiddette cure? Se si cercano, qui da noi, non è così difficile trovarle. Nel 2007 c’è riuscito Davide Varì, giornalista di Liberazione, che per sei mesi ha finto di essere omosessuale scoprendo un sistema nascosto di terapie e preghiere. Un’inchiesta che ha subito sollevato un polverone con Aurelio Mancuso, presidente dell’Arcigay, che ha chiesto l’intervento dell’allora ministro alla salute, Livia Turco. Tutti pronti a difendere la dignità dei gay e poi tre anni dopo il convegno con Nicolosi.

E oggi? L’anno scorso la situazione era questa: veri e propri centri dove si fanno violenze psicologiche e si praticano trattamenti che non hanno nessun riscontro scientifico. Nel silenzio collettivo, soprattutto della politica.

(Anna Ferri)


L’immagine è tratta dal reportage fotografico “Sono solo Farzan e ho 33 anni“.

Copertina: saturnino.farandola via photopin cc