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Voglia di novità, desiderio di trasgressione, fuga dalla monotonia o scoperta di sé: sono svariati i motivi che spingono coppie giovani, consolidate oppure occasionali, a cercare esperienze forti come lo scambio del partner, la partecipazione all’ ‘amore di gruppo’ o le pratiche BDSM, che vanno da bondage e disciplina a dominazione e sottomissione, fino a sadismo e masochismo. Un viaggio nel mondo delle perversioni sessuali, per capire perché si decide di percorrere questa strada, ma anche alla scoperta di sex toys meno estremi, da usare soli o in compagnia.

di Lucia Maini, Mattia Rossi, Davide Lombardi, Erika Martini, Mattia Santini

VIDEO / Minimo comune dominatore


Vite da appassionati di BDSM, bondage e disciplina, dominazione e sottomissione, sadismo e masochismo. Insomma, il sesso vissuto come pratica a volte estrema. Come un gioco in cui l’atto sessuale vero e proprio è solo la conclusione di un lungo roleplay preliminare dove, accanto all’eccitazione dei sensi, si sperimentano violente emozioni che hanno più a che fare con la psiche (di ciascuno di noi). Un video di Davide Lombardi, Lucia Maini, Mattia Rossi.

REPORTAGE / Changez la femme

Andrea ha 56 anni ed è amministratore delegato di una società di informatica. Di giorno dà ordini ai suoi sottoposti e di sera alla sua sottomessa, che è rigorosamente la sua partner, e con la quale in realtà il gioco che più gli piace fare è quello dello scambio di coppia. Sono diverse le persone che nascondono insospettabili doppie personalità o che, come Andrea, vivono le proprie perversioni sessuali con estrema disinvoltura. Un mondo nascosto, ma forse neanche tanto, visto il fiorire di locali dedicati in tutta Italia (con prevalenza al nord), seppur in rincorsa rispetto ai Paesi del Nord Europa.

Quando è lei a volerlo

Oggi Andrea si dichiara single, ma la sua esperienza nel mondo dello scambismo l’ha vissuta sempre e solo con le sue partner. Perché per Andrea “tutto quanto nasce non da un disegno della mente ma dal fatto che nella mia partner c’è il desiderio di certe cose. Se ho avuto una serie di esperienze di questo genere – spiega – è perché ho frequentato persone con una sessualità particolare che mi hanno spinto a esplorare zone che altrimenti non avrei mai esplorato. Poi è subentrata la curiosità”.
Non c’è quindi in Andrea un disegno della mente per cui un rapporto sessuale è bello solo se condiviso con altri, bensì l’assunto fondamentale che la sua ‘lei’ lo desideri.
“La maggior parte degli uomini che praticano lo scambismo hanno l’obiettivo di avere rapporti con più donne – racconta – e ci sono persone che frequentano i club con professioniste assoldate per l’occasione, senza rischiare niente, semplicemente per portarsi a letto la moglie di qualcun altro. Io non potrei mai farlo: se non sento che dall’altra parte c’è desiderio, non mi interessa avere rapporti sessuali, se devo andare da solo a un’orgia non ci vado. Lo faccio con la mia partner, soprattutto se è lei a volerlo”.
Per Andrea, infatti, l’eccitazione che deriva dalla condivisione è inscindibile dall’esistenza di un rapporto e di un’affettività importante: solo con la propria partner riesce a fare tutto questo, solo con lei e per lei “ha davvero valore”, e il suo piacere aumenta nel sapere che la compagna si sta donando a un altro per lui, oltre che per sé stessa. “E’ questo concatenamento di emozioni che crea una situazione di eccitazione davvero particolare”, afferma.

Le donne con cui Andrea ha fatto pratiche ‘sopra le righe’ sono state una decina e tutte gli hanno detto che non avrebbero mai immaginato di arrivare a fare determinate cose. “Gli uomini cercano determinate situazioni su internet, con una o due fantasie prevalenti”, spiega Andrea. “Le donne invece viaggiano molto con la mente, anche se difficilmente rivelano i loro pensieri”. Dalla sua esperienza, le signore “vivono a colori molto più degli uomini” e sono maggiormente interessate a certe tematiche legate alla sessualità. Così, “quando trovano uomini accoglienti”, in grado di dare loro la possibilità di svelare e realizzare i desideri più nascosti, allora tirano fuori tutto ciò che hanno dentro. Ed è forse proprio nell’occasione offerta di parlare di certe tematiche e nella capacità di esprimere desideri inconfessati o inconfessabili che si può spiegare il successo di romanzi come “Cinquanta sfumature di grigio”, che in breve tempo ha raggiunto una vasta popolarità e ha venduto oltre 100 milioni di copie in tutto il mondo, oltre che del fiorire di una nutrita letteratura erotica.

Ciò che mi piace è ciò che mi uccide

Andrea potrebbe a tutti gli effetti rientrare nella categoria dei cuckold, cioè di coloro a cui piace vedere la propria compagna sia posseduta da altri uomini e, in un mix di voyeurismo e dinamiche sadomasochiste, trovano eccitazione in questa ‘umiliazione’ e conseguente stato di sottomissione. Se non fosse che, spesso, lui stesso si trasforma nel dominatore della coppia e guida il gioco con pratiche BDSM, oltre a lasciarsi andare in scambi di coppia e situazioni di sesso collettivo. Andrea, infatti, si definisce poliedrico: “Non ho particolari fissazioni su una piuttosto che sull’altra pratica – afferma – sono le situazioni a piacermi. Nemmeno io potevo immaginare che mi sarei messo a frustare una donna e mi sarei eccitato per questo. Non mi piace il fatto di frustarla in sé, ma sentire quanto lei si eccita nel lasciarsi fare qualsiasi cosa da me, nel mettersi completamente a mia disposizione”.
Pur avendo spaziato su più campi, la pratica che gli dà maggiore emozione “è lo scambio di coppia”, inteso prevalentemente come condivisione della propria donna: la maggiore perversione che lui vive, infatti, non consiste nello scambiare la partner con quella di qualcun altro, bensì nel vedere la sua donna venire posseduta da un altro uomo. Condizione che gli crea un conflitto interiore: “Ciò che mi piace è anche ciò che mi uccide”, afferma. “E’ difficile da spiegare ma, anche nella gelosia, il fatto di avvertire che la propria compagna desidera essere posseduta da altri crea qualcosa dentro. Oltre a provocarti disturbo allo stesso tempo è anche molto eccitante”.

Nonostante ciò, viene da chiedersi come si arriva a decidere di scambiare il proprio partner nell’ambito di una relazione che si presuppone soddisfacente. “Molti dei migliori rapporti sessuali sono seguiti a episodi di questo tipo”, spiega Andrea. “Nei giorni successivi spesso si trova un’intesa sessuale meravigliosa, anche nei rapporti canonici, perché rimane dentro un grande desiderio e una forte eccitazione, mentale ancor più che fisica, oltre a un’estrema complicità”.

Una cerchia molto ristretta

Come si arriva a partecipare ad un’esperienza di scambio? Chi sono i dei ex machina che muovono le fila? Non c’è un unico modo per entrare in questo mondo; si va dalla frequentazione di club al reclutamento su internet.
Su siti specializzati, facendo una richiesta o accettando l’invito di qualcuno è possibile incontrare altri per una presentazione informale per capire se c’è la giusta complicità. A volte certe intese proseguono per lungo tempo, come è successo ad Andrea con una coppia di svizzeri: “Con loro ci siamo divertiti tantissimo e la frequentazione è proseguita per un’estate intera, abbiamo conosciuto anche i loro amici”, confida. “Mi piace prima conoscere l’altra coppia e vedere se si sta bene insieme al di là dell’aspetto prettamente animalesco”.
Spessissimo vengono organizzate feste private, nelle quali una coppia mette a disposizione la propria casa ad altri binomi: sono club privée molto intimi, strettamente riservati, in cui tutti si conoscono e a cui si accede solo se invitati da uno dei partecipanti: “Ti basta fare una telefonata se hai voglia di qualcosa di particolare, e nel 90 per cento dei casi trovi la festa che fa per te”, spiega Andrea. La regola numero uno, in questi casi, è la fiducia: quando si decide per questi luoghi si sa di andare sul sicuro e di non ritrovarsi in ambienti ‘poco raccomandabili’.

Infine, esistono i locali classici aperti al pubblico, più o meno raffinati, dove è possibile anche solo osservare cosa succede senza una partecipazione diretta. Andrea ha frequentato spesso ville stupende, il cui accesso è vincolato alla sottoscrizione di una tessera sociale annuale e al costo d’ingresso, variabile a seconda di chi entra. Le coppie sono il fulcro della serata, pertanto sono coloro che pagano di meno, a volte solo la consumazione al bar. Per un single, invece, l’ingresso può arrivare a costare fino a cinquecento euro. All’interno dei locali sono a disposizione dei clienti distributori di preservativi – non sempre presi d’assalto – e di viagra – questi un po’ di più – e non è difficile recuperare qualche genere di droga, prevalentemente cocaina. Il dress code prevede abbigliamento elegante per lui, sexy per lei. Niente maschere e parola d’ordine, come certi film ci hanno fatto credere, se non in pochissimi posti. È per questo che a volte, in questi locali, può capitare di incontrare qualcuno che si conosce e la cosa può creare imbarazzo o strappare un sorriso a seconda di come ciascuno convive con la propria sessualità: “Una volta ho incontrato in un locale il mio avvocato – commenta Andrea ridendo – una signora di un certo stile e portamento, assolutamente insospettabile. Ci conoscevamo sotto nomi diversi, ma non è stato un problema”.

Una volta deciso di partecipare attivamente, generalmente è lei che sceglie la coppia da coinvolgere: “Decidono sempre le donne, noi normalmente subiamo. La donna normalmente individua una coppia perché apprezza fisicamente l’uomo e non vede nell’altra donna la tendenza a voler prevalere e a voler catalizzare l’attenzione”. Avviene di frequente che la partner di qualcuno viene messa al centro a disposizione di più partecipanti che le ruotano intorno, a volte sono proprio le compagne che spingono i loro uomini a prendere parte alla cosa mentre loro si appartano con altre prede. Il tutto avviene solitamente nella stessa stanza, ma accade anche che alcune coppie si separino e si ritrovino alla fine della serata.

Pratiche estreme tra insospettabili

Non solo Andrea tra gli insospettabili abituè, ma persone che provengono quasi sempre da un ambiente sociale medio-alto: chi partecipa a questi giochi spesso ha una buona cultura, ha studiato, legge molto, e solitamente ha una certa esperienza in questo campo. Sarà solo una questione di soldi? Da quanto riporta Andrea sembra di sì: “Non ho mai incontrato esponenti della classe operaia, tantomeno studenti”, afferma. Ma secondo lui anche “possedere una mente aperta, una determinata preparazione e vivere in ambienti illuminati, porta a considerare e ad ammettere un tipo di sessualità più disinibita, libera da vincoli e da pregiudizi”.
Sì, perché le pratiche che si svolgono all’interno delle mura di questi luoghi deputati al piacere, assumono le sembianze di veri e propri riti, e, in queste occasioni, la realtà supera di gran lunga la fantasia letteraria. Una donna può essere offerta ai presenti, messa al centro di una stanza semibuia e subire ogni genere di atto, dalla penetrazione multipla, se anale spesso preceduta da una pulizia degli orifizi, alla marchiatura con sperma, urina e feci. Ci sono stanze dotate di enormi letti per ospitare orge, quelle provviste di fessure attraverso le quali i voyeur possono osservare o farsi toccare, e ci sono i dungeon (letteralmente ‘prigione’) in cui si svolgono attività a carattere BDSM, ovvero pratiche sessuali basate sulla dominazione e la sottomissione, sadomasochismo, bondage, anche se “prevalentemente – spiega Andrea – i mondi BDSM e scambista sono ben separati, “a compartimenti stagni”.

Un gioco pericoloso

Ma perché una coppia decide di vivere queste esperienze?
Ci sono persone che vogliono provare qualcosa di diverso e coloro che desiderano riavvicinarsi l’un l’altro tentando di uscire da una routine consolidata. Questo ultimi “sono i più a rischio”, secondo Andrea, perché “quasi sempre le cose vanno a finire male: non esiste una base solida, che è ciò che serve per affrontare queste avventure. Non è il fatto di ‘farlo strano’ che migliorerà la relazione”, afferma. Capita spesso infatti che le coppie ‘scoppino’ in seguito a queste esperienze, perché la gelosia, soprattutto quella femminile, irrompe prepotentemente.
Andrea appartiene alla prima categoria, quella delle coppie per cui questa condivisione ha portato qualcosa in più all’interno della relazione. Per lui lo scambismo è un gioco pericoloso per la coppia, che allo stesso tempo però può offrire qualcosa in più. Non è semplice capire come tutto ciò si concili con il rispetto dell’altro, né come si riesca a scendere a patti con la gelosia. “Non ho mai percepito la sensazione di essere stato tradito”, assicura Andrea, che ci tiene a sottolineare come anche le sue donne non abbiano mai vissuto il suo come un tradimento: “Anche nelle situazioni più particolari – afferma – ho sempre avuto attenzione per la mia partner perché è lei l’oggetto del mio desiderio”.
Forse solo le coppie così consolidate riescono a godere maggiormente dei momenti di solitudine, quelli in cui non c’è gioco, non c’è trasgressione, ma si è soli l’uno di fronte all’altro. “Ci sono persone che non riescono ad avere rapporti se non conditi da certe pratiche. Personalmente – precisa Andrea – i migliori orgasmi li ho avuti nei rapporti sessuali più tradizionali. Mi piace l’intimità e non credo esista niente di più bello di un abbraccio”, conclude mostrando l’altra faccia della perversione.

Erika Martini, Lucia Maini

FOTO / Se la dimostratrice è Tuppersex

Tuppersex

Organizzare a casa propria una riunione tra amiche per l’acquisto di prodotti, dove però ad essere in vendita non sono i tradizionali articoli casalinghi, ma una serie di sex toys, oggetti destinati alla salute sessuale e cosmetici dedicati. È ciò che fanno le dimostratrici de “La Valigia Rossa”, azienda nata in Spagna nel 2004 che oggi conta consulenti tupper-sex in quasi tutte le città d’Italia. Foto di Mattia Saltini.   VAI ALLA GALLERY