CONDIVIDI

Basterebbe copiarla, come a scuola si faceva con quelli più bravi. Perché la Francia ha messo a punto una legge quadro che affronta in maniera completa l’uguaglianza di genere mentre, neanche a dirlo, l’Italia resta indietro. I dati sulla disoccupazione femminile e le difficoltà di conciliare lavoro e famiglia parlano chiaro e anche da noi servirebbero una serie di norme per dare una scossa culturale a un problema, quello della disuguaglianza di genere, che pesa come un macigno sulla vita delle donne ma anche su quella sociale ed economica dell’intero paese.

L’ultima presa di posizione – se così possiamo definirla – risale al 2002, quando con la modifica all’articolo 51 della Costituzione venne prevista l’adozione di provvedimenti per favorire le pari opportunità fra uomini e donne nella rappresentanza, che sono diventate le tanto discusse quote rosa. E poi? Ah, sì. Non dimentichiamoci i 3 giorni di congedo parentale che i papà ora possono prendere dal lavoro – stesso periodo che si prende per i lutti in famiglia – decisi dall’ex ministro Elsa Fornero, che certo non possono essere paragonati ai 30 della Svezia o agli 11 della Francia.

Uno scatto di Isabella Colucci.
Uno scatto di Isabella Colucci.

In Italia meno del 7% degli uomini chiede la paternità, quei sei mesi al 30% dello stipendio che permetterebbero una maggiore partecipazione alla gestione familiare e una possibilità in più per le donne di concentrarsi sul lavoro – e magari di fare carriera. Incentivare una maggiore condivisione delle responsabilità sarebbe un primo passo importante, perché in realtà il sistema di sostegno alla maternità in Italia fa acqua da tutte le parti: dalle basse quote economiche per il congedo volontario alla poca flessibilità, in particolare per chi non ha un’assunzione a tempo indeterminato. Problema che oggi tocca la maggior parte delle donne, e quindi delle mamme.

Torniamo in Francia. Cosa si trova nel pacchetto di leggi? Tra i punti più importanti c’è sicuramente la possibilità di interrompere una gravidanza su richiesta, cosa che qui in Italia, con la legge 194, esiste da trent’anni anche se con diversi problemi di applicazione . Tra le altre cose: le aziende che non rispettano la parità salariale tra uomo e donna verranno escluse dai bandi pubblici; il congedo parentale raddoppia se è il papà a prendere gli ulteriori 6 mesi; il coniuge violento potrà essere allontanato da casa su provvedimento del giudice senza quindi attendere la condanna; quote rosa nelle grandi aziende e concorsi di bellezza vietati ai minori di 16 anni. Secondo il New York Timesquesto disegno di legge pone la Francia in prima linea negli sforzi per combattere la continua discriminazione dei confronti delle donne, è un buon esempio di quello che i governi possono fare per sostenere la parità dei diritti e le pari opportunità delle donne”. Come dicevamo, basterebbe copiare.

(Anna Ferri)

Copertina di Isabella Colucci