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Se c’è qualcosa di veramente globale, ben prima che Tim Berners Lee inventasse il web, prima che la stessa parola “globalizzazione” entrasse nel nostro vocabolario, è la naturale capacità delle bufale di diffondersi a macchia d’olio. Una pandemia millenaria. Forse per l’innata tendenza dell’uomo alla mitopoiesi, insomma a creare miti, leggende – o balle, per semplificare alla grossa – perfino di fronte all’evidenza della realtà. Campionessa indiscussa delle boiate targate 2014 è l’epidemia di Ebola. Non tanto per la gravità della malattia presente in alcune zone circoscritte dell’Africa, come dimostra questa grafica pubblicata dal Washington Post, ma per come politici e media hanno lanciato – da un capo all’altro del globo – allarmi insensati sulla “catastrofe imminente”. A nominare “Boiata dell’anno 2014“, la miriade di esagerazioni del tutto prive di fondamento pronunciate riguardo Ebola, è stato Politifact.com, sito di fact checking del quotidiano Tampa Bay Times, che nel 2009 ha vinto il più importante premio giornalistico americano, il Pulitzer.

Nel corso dell’anno. PolitiFact ha accertato 16 casi distinti di affermazioni di media e politici riguardanti Ebola, false o completamente false. Dieci di tali dichiarazioni sono state diffuse in ottobre, dopo che si è verificato il primo decesso negli Stati Uniti, quello del liberiano Thomas Eric Duncan, e poco prima che gli elettori fossero chiamati alle urne  per le elezioni di midterm, che hanno visto trionfare il Partito Repubblicano. Un esempio? L’analista di Fox News George Will ha sostenuto che Ebola potrebbe essere diffusa per via aerea, attraverso uno starnuto o un colpo di tosse, mentre invece è acclarato che la malattia si può diffondere attualmente solo attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei.

Il New York Times ha pubblicato appena due giorni fa un articolo in cui fa il punto, numeri e grafici alla mano, sulla diffusione della malattia in Africa, in Europa e Stati Uniti, dove si sono verificati gli unici 5 casi di morte (2 negli Usa e 3 in Europa, di cui 2 in Spagna e uno in Germania) tra i poco più di 20 casi di contagio in Occidente, molti dei quali per altro risoltisi con la guarigione del paziente.

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PS: “Recovered” non si traduce con “ricoverato”, ma con “guarito”. Le persone attualmente in cura sono comprese nella voce “In treatment”.

 

Ovviamente questo non significa che Ebola non sia un problema reale, soprattuto a causa della sua diffusione in tre paesi dell’Africa occidentale, Liberia, Guinea e Sierra Leone (qui la pagina aggiornata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità con tutti i dati statistici su casi di contagio e decessi nei paesi africani), ma gridare al pericolo di una epidemia in Occidente – attualmente inesistente – per alimentare paure e raccattare consenso tra il proprio elettorato (o pubblico, nel caso dei media) di riferimento, è tutt’altra faccenda.

Naturalmente da noi fa scuola Matteo Salvini che sul pericolo Ebola ci marcia da un pezzo. Innumerevoli gli allarmi lanciati via Twitter e Facebook dal segretario della Lega Nord. Solo per ricordarne qualcuno:

  • “EBOLA minaccia Regno Unito” denuncia Ministro degli Esteri Hammond. I MINISTRI ITALIANI? DORMONO. Da #MareNostrum a Ebola Nostrum! (31 luglio)
  • “Migliaia di morti in Africa per Ebola. Stop a MareNostrum, prima che l’epidemia faccia strage anche da noi” (17 settembre)
  • Primo caso di #EBOLA in USA, 1 milione di contagiati in Africa. Governo #Renzi assicura “in Italia controlli serrati”. Ci fidiamo? (1 ottobre) [Per inciso, i casi attualmente accertati dall’OMS sono 18.464, esattamente 981.536 in meno di quelli dichiarati da Salvini]

Naturalmente il leghista, che pare lanciato nella corsa alla successione di Berlusconi alla guida del centro-destra, si trova in buona compagnia nel vaneggiare di numeri e pericoli di cui sa ben poco. Al primo posto in classifica del premioPanzana dell’anno” lanciato dal sito italiano di Fact Checking Pagella Politica  e con ottime possibilità di ottenere la vittoria finale, si trova attualmente il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista, titolare di una sparata davvero da bollino rosso: “Nigeria, vai su Wikipedia: 60% del territorio è in mano ai fondamentalisti islamici di Boko Haram, la restante parte Ebola”. Contagiato anche lui: dall’epidemia di cazzate.