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In un’Italia oggi completamente diversa da quella che era negli anni ’70, ci sono delle storie che sembrano ripetersi a loro modo sempre uguali: l’utilizzo di sostanze psicotrope come mezzo per fuggire dalla realtà. Fatta di ignoranza ed emarginazione come poteva essere negli anni ’70, a quella segnata da noia e senso di vuoto che invece caratterizza il presente. Nella breve testimonianza che segue, non inserita nel reportage “L’amore e altre dipendenze“, una ragazza racconta la sua prima volta con l’eroina. Droga che per altro, dopo gli anni d’oro della cocaina, pare stia tornando di moda.

E’ un’amante pretenziosa, ti vuole tutta per sé” spiegava un’altra ragazza nel video di quello stesso reportage, sintetizzando perfettamente il rapporto fisico e psicologico che finisce per instaurarsi con la sostanza.

eroina brown sugar
Sacchetti di eroina “brown sugar”

La continuità tra il presente e gli anni ’70, quando l’eroina, fino ad allora praticamente sconosciuta, cominciò a circolare in Italia, si può ritrovare in questo straordinario lavoro del 1976 firmato dal documentarista Antonello Branca, che racconta la storia di una coppia di tossicodipendenti milanesi, Antonio e Filomena. Protagonisti di un racconto ambientato in un’Italia diversa, ma con un tratto comune con quella attuale: l’insopprimibile senso di solitudine.

Nelle immagini che seguono, l’esecuzione del test per verificare la purezza di una partita di cocaina. Il fatto che sia diventata di un azzurro vivo, dimostra che la roba è purissima.

Tutte le foto sono di Davide Mantovani.