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Ben prima dei coming out dei super eroi Marvel, l’artista finlandese Touko Laaksonen costruiva un mondo fatto di super uomini omosessuali, quasi sempre operai, boscaioli o poliziotti. Un mondo fantastico dove non esistevano scontri di piazza ma tra poliziotti e operai regnava l’amore, il più carnale possibile. Per anni considerato “solo” pornografico, oggi in Finlandia viene celebrato nei francobolli.

Un berretto delle Schutzstaffel con sopra appuntanti un’aquila, una stella, un alloro. Lo sguardo sicuro, pronto a esplorare i nostri pensieri più torbidi. La sigaretta appesa all’angolo della bocca, sovrastata da un paio di baffi scuri che completano il fiero atteggiamento di chi duro lo è sempre stato.

È il volto ritagliato da un’illustrazione di Tom of Finland, uno dei più importanti e conosciuti artisti finlandesi, inglobato in un trittico di francobolli emessi dalle poste lo scorso settembre per celebrare il disegnatore.

I francobolli finlandesi dedicati all'artista Tom of Finland
I francobolli finlandesi dedicati all’artista Tom of Finland

A completare il foglietto, un paio di natiche sode che nascondono appena un volto che si staglia sullo sfondo del secondo francobollo e nell’ultimo un uomo nudo, della cui intimità riusciamo a scorgere solo un sovradimensionato capezzolo, seduto per terra proprio sotto il precedente duro a cui offre le spalle per sorreggere le robuste gambe incastonate in rigidi stivali di pelle.

Touko (in finlandese significa “semina”), questo il nome alla nascita di Tom, amava le divise: operai, poliziotti, marinai. Soldati. L’attrazione di Touko per gli uomini in uniforme si consolida nel 1939, quando Stalin invade la Finlandia dando così inizio alla Guerra d’inverno, e questo diciannovenne aspirante pubblicitario è costretto a servire la propria patria per cinque anni come sottotenente del commando antiaereo e a trovare conforto tra le braccia, ma soprattutto tra le gambe infilate negli iconici stivali di pelle, dei commilitoni della Wehrmacht.

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Al termine della Seconda Guerra Mondiale, Touko riprende gli studi nella capitale Helsinki, frequentando l’accademia d’arte per studiare disegno grafico e il famoso Istituto Sibelius dove riceverà lezioni di pianoforte, strumento da lui conosciuto fin dall’infanzia quando i suoi genitori, entrambi insegnanti, lo avevano immerso in un’abitazione colma di arte, di musica, di letteratura.

“Touko aveva in mente l’idea di come un uomo e una donna facessero sesso ma non riusciva proprio a immaginare come potessero farlo due uomini”

Impossibile, però, contenere la continua ricerca dell’ispirazione da parte di un artista e così Touko inizia ad amare anche la selvaggia natura che circonda la piccola città in cui è nato, Kaarina, sulla costa meridionale del paese vicino Turku.

Ed è proprio uscendo allo scoperto, all’età di cinque anni, che il piccolo Touko inizia a scoprire i corpi muscolosi dei ragazzi di campagna, spiando il suo vicino di casa Urho (in finlandese il nome Urho significa coraggioso, eroico) che diventerà, letteralmente, il suo eroe.

Le prime illustrazioni del futuro Tom of Finland vedono la luce all’età di dieci anni, i primi disegni sessuali al tempo dei suoi primi pruriti. Touko aveva in mente l’idea di come un uomo e una donna facessero sesso ma non riusciva proprio a immaginare come potessero farlo due uomini. Iniziano così a prendere vita le prime strisce disegnate da Touko che dovranno attendere circa trent’anni prima di essere pubblicate.

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L’omosessualità resterà illegale in Finlandia fino al 1971

Nell’intermezzo, il ragazzo lavora come libero professionista, realizzando lavori grafici in ambito pubblicitario di giorno, mentre di sera mette a frutto l’esperienza acquisita al pianoforte suonando all’Helsinki Palace Hotel diventando così uno dei membri più famosi della nascente realtà bohemian della capitale. Conosciuto anche nella scena sotterranea omosessuale, Touko mantiene un basso profilo senza mostrare fuori dai circoli gay le sue preferenze sessuali, anche perché l’omosessualità è illegale e lo rimarrà fino al 1971 in Finlandia.

Touko Laaksonen (1920-1991), ovvero Tom of Finland
Touko Laaksonen (1920-1991), ovvero Tom of Finland

La ricerca della propria identità sessuale porta, per esempio, il giovane Touko a sostituire le cravatte con delle sciarpe colorate per tentare di vedersi nello specchio meno mascolino di quanto dovrebbe essere per rispondere ai canoni dell’omosessualità dell’epoca. Touko rifiuta subito questo concetto e inizia a costruire su carta una personale immagine di mascolinità, credendo che un uomo potesse essere forte, felice, e anche omosessuale allo stesso tempo.

Disegna i suoi uomini con l’uniforme delle SS perché pensava fosse la più sexy di tutte

Touko esagera i tratti fisici, dotando per esempio di improbabili peni giganti i protagonisti delle sue illustrazioni, e toglie il velo che fino a quel momento celava la sessualità degli omosessuali, rappresentando due o più uomini immediatamente impegnati in espliciti atti sessuali.

Gli uomini gay passano dall’essere strani (queers) che si sentono donne intrappolate in un corpo maschile, delle fatine (fairies), e diventano taglialegna dai muscoli scolpiti col duro lavoro o dominanti come un gendarme nazista, anche se è lo stesso Touko a spiegare che nei suoi disegni non c’è nessuna posizione politica, nessuna ideologia. Soprattutto quella nazista è la peggiore che possa esistere anche se disegna i suoi uomini con l’uniforme delle SS perché pensa sia la più sexy di tutte.

La rappresentazione della classe lavoratrice, i cosiddetti colletti blu, ma anche cowboy che usano il lazzo non per catturare il bestiame ma degli schiavi nudi. E forse non è un caso che in un film contemporaneo come Midnight Cowboy del 1969, il personaggio interpretato da Dustin Hoffman, Ratso, si rivolga a Joe Buck, impersonato da Jon Voight, che gira fiero per le strade di New York vestito da cowboy, dicendogli: “Se vuoi sapere la verità, quella che hai addosso è roba da froci!”

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Negli Stati Uniti l’operaio diventa un personaggio fisso e ricorrente nelle fantasie degli omosessuali.

Negli Stati Uniti l’operaio diventa un personaggio fisso e ricorrente nelle fantasie degli omosessuali. Il nuovo eroe è colui che costruisce, in tuta da lavoro e con l’elmetto rigido. Anche il marinaio riveste un ruolo importante nell’immaginario collettivo. Da sempre considerati disponibili al sesso tra uomini, per i prolungati periodi trascorsi lontani dalla terra ferma senza possibilità di avere rapporti con le donne, i lupi di mare sono inseriti nelle grandi città portuali, come Amburgo per esempio, dove la moralità è disinibita e i contatti anonimi sono più facilmente disponibili. Oggi sono qui, domani non si sa dove. Liberi di fare tutto quel che vogliono.

Nel 1951 Touko viaggia in giro per l’Europa e si trasferisce a Berlino dove conduce una vita selvaggia e finalmente libera. Viaggia molto tra Amburgo, dove comprerà il suo primo porno, e Londra. Torna a Helsinki nel 1953 e incontra l’uomo della sua vita in un parco cittadino. Con questo ballerino di nome Veli (in finlandese significa “fratello”) che sarà al suo fianco fino alla morte per un cancro alla gola nel 1981, Touko ha l’unica storia d’amore della sua vita.

Di dodici anni più giovane, Veli incrocia Touko che lo invita a bere qualcosa insieme con il solo scopo di avere un contatto fisico con qualcuno. Un bicchiere dietro l’altro e i due uomini finiscono a casa di Touko per trascorrere la notte. Al risveglio non progettano niente per il futuro e Touko pensa che quello con Veli sia stato solo uno dei tanti incontri occasionali avuti in passato. Anche se la sera successiva, quando torna a casa, Touko trova il suo nuovo compagno che lo sta aspettando e ha deciso di vivere insieme a lui.

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La neonata relazione non distrae Touko dalle sue ambizioni artistiche. Nel 1957 i suoi disegni vengono pubblicati per la prima volta su Physique Pictorial, rivista americana che mostra foto di uomini mezzi nudi battezzati Spartacus, Etienne di Chicago o Art-Bob. È proprio grazie a Bob Mizer, editore della rivista, che Touko riceve il nome d’arte di Tom of Finland che lo renderà famoso in tutto il mondo.

In vent’anni di collaborazioni Tom produrrà centinaia di immagini per la rivista, spesso pubblicate anche in copertina, che finiranno in pubblicazioni singole o raccolte. Dal 1959 Tom inizia a ricevere commissioni da tutto il mondo per produrre disegni espliciti per clienti privati e altre riviste che sbattono il fisico maschile in prima pagina. Negli anni sessanta si aprono per Tom le porte dell’editoria, soprattutto in Scandinavia dove le leggi che regolano la pornografia, al tempo ancora bandita negli Stati Uniti, sono diventate meno restrittive.

Dal 1967 Tom pubblica il suo più famoso fumetto, Kake, per la casa editrice danese DFT e per la svedese Revolt Press. Leatherman “uomo in pelle” Kake, già apparso nei primi lavori del disegnatore, diventa il più longevo supereroe di Tom. Intanto negli Stati Uniti, mentre la pubblicazione delle fotografie di uomini palestrati in costume è ormai in declino, le prime copie pirata dei fumetti di Tom iniziano a circolare negli ambienti omosessuali.

Negli anni ’70 la sottocultura gay inizia prepotentemente a uscire allo scoperto. Il porno inizia a diffondersi su entrambe le sponde dell’Atlantico e questa nuova apertura nei confronti della rappresentazione esplicita del sesso porta Tom a licenziarsi dal suo lavoro di capo del dipartimento artistico dell’agenzia pubblicitaria McCann Erickson con cui lavorava dal 1957. È il 1973 e per Tom è più economico lavorare come freelance senza l’obbligo di vestire in maniera perfetta ogni giorno, proprio lui che amava le divise anche se di un altro tipo, che presenziare alle feste, sfoggiare automobili e case al mare come status symbol.

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Negli Stati Uniti incontra il fotografo Robert Mapplethorpe e l’artista Andy Wharol

Indossati i jeans, trascorrerà il resto della sua vita disegnando, potendo contare su un numero sufficiente di ordini da parte di riviste e clienti privati. Gli anni settanta si concludono con qualche esposizione pubblica, sempre nel ristretto giro degli ambienti omosessuali, e solo nel 1978 Tom può visitare per la prima volta gli Stati Uniti per la sua prima personale alla Los Angeles Gallery. È proprio qui che Tom incontra il fotografo Robert Mapplethorpe, da tempo suo ammiratore, con cui instaurerà una profonda amicizia e che ispirerà nelle sue foto.

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Qualche mese dopo, a New York, è il momento di incontrare un altro famoso ammiratore che non ha ancora rivelato la propria omosessualità: si tratta di Andy Warhol. Le stampe di Tom vanno a ruba nelle prime ore delle sue esposizioni con prezzi che variano da 1.000 ai 3.000 dollari. I giornali americani si accorgono di lui ed elevano quella che fino a pochi anni prima era stata bollata come pornografia al rango di arte.

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Piccole enclavi di omosessuali si stanno formando negli Stati Uniti, da New York a San Francisco, sviluppando un nuovo e distintivo stile d’abbigliamento che non trova impreparati i negozi, subito pronti a piazzare in vetrina jeans, camicie attillate, giacche in pelle. Proprio quell’indumento reso celebre da machi come Marlon Brando e James Deen viene reinterpretato da Tom of Finland e inserito in un contesto omoerotico.

Perché Tom non fu solo un artista gay ma soprattutto un feticista del bondage e della pelle, introdotta per cancellare la visione effeminata data fino a quel momento alla comunità omosessuale maschile e restituirle la mascolinità che ora poteva essere mostrata e conosciuta anche dal grande pubblico. Nonostante il successo, i disegni di Tom of Finland sono ancora confinati nella categoria “pornografia” da parte dei principali circoli artistici e la commercializzazione delle sue opere è ancora relegata ai margini della società e rifiutata da gran parte del mondo artistico.

Nel frattempo crescono il numero dei gruppi che promuovono la liberazione dell’identità e della sessualità omosessuale e i disegni di Tom of Finland sono alla base di questo tentativo di emancipazione da parte di quegli uomini che vogliono passare dal ruolo di reietti a quello di supereroi forti e mascolinizzati.

Negli oltre 3.500 lavori della sua carriera, esposti nelle gallerie sotterranee di Amsterdam, Berlino, Los Angeles, San Francisco, New York e Parigi, Touko Laaksonen creò un archivio di immagini erotiche con una riconoscibile estetica fatta di robusti uomini ricoperti di pelle, denim e stivali al ginocchio capaci di ispirare il gruppo dance omosessuale dei Village People, nel quale possiamo ritrovare le divise che tanto eccitavano la fantasia del disegnatore finlandese, e il cantante dei Queen Freddie Mercury, il cui volto incorniciato dagli inconfondibili baffi neri sembra proprio uscito da un’illustrazione di Tom of Finland. Testa quadrata, mento fiero, labbra sottili, naso schiacciato, capelli corti, basette.

Secondo la fondazione Tom of Finland basata a Los Angeles che ha il compito di preservare e promuovere l’arte dell’illustratore, il processo creativo dell’artista consisteva nel “chiudersi nella sua stanza, spogliarsi nudo e accarezzarsi con una mano mentre con l’altra creava su carta le immagini che raramente riusciva a trovare nelle strade.”

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Rivoluzionando l’immagine degli uomini omosessuali, Tom of Finland spianò la strada verso una più grande apertura e tolleranza nei loro confronti. Enorme l’impatto dei lavori dell’artista che crearono gli archetipi che oggi formano una parte integrante nell’iconografia della cultura popolare gay.

A vent’anni dalla morte di Touko Laaksonen, avvenuta nel 1991 in seguito a un enfisema polmonare, per la prima volta una nazione pubblica dei francobolli che mostrano un’opera grafica chiaramente omosessuale. È la sua Finlandia che solo qualche mese dopo l’emissione postale riconoscerà, ultima tra le nazioni nordiche, il diritto al matrimonio per le coppie formate da persone dello stesso sesso.

Anche se il dibattito sulla questione rimane aperto, all’indomani delle recenti elezioni politiche, e diversi parlamentari minacciano battaglia affinché si possa tornare indietro per evitare l’attuazione della riforma prevista per il 2017.

Ed è notizia di questi giorni che una statua dedicata proprio a Tom of Finland verrà collocata all’ingresso della nuova libreria di Helsinki, la cui costruzione è prevista per il 2017. Il partito dei (veri) finlandesi, movimento nazionalista a tratti razzista e omofobo, secondo partito della nazione, si sta già muovendo per evitare che anche ciò accada, mostrando ancora una volta come dopo tante battaglie per conquistare diritti e possibilità per tutti, certi tabù rimangano ancora duri a morire.

Giordano Silvetti