Into the wild – Foto

Testi e foto di Isabella Colucci.

Per rendersi conto dell’attività del Centro Fauna Selvatica “Il Pettirosso“, basta passarci un paio d’ore.

E’ un continuo viavai di gente che porta animali feriti o ammalati, trovati nel giardino di casa, sul ciglio della strada o in mezzo a un bosco. Dalla tortora al riccio alla tartaruga, tutti hanno diritto ad una cura, non ci sono animali più o meno importanti. Così, vengono ospitati dal centro in attesa di guarire ed essere liberati e le gabbie in questo caso non sono una restrizione ma un’ulteriore protezione. Succede anche che alcuni animali non siano più in grado di tornare nel loro habitat naturale e allora rimangono lì, ospiti permanenti, oppure spostati in altri centri faunistici.

I volontari sono costantemente al lavoro, tra cure, chiamate, preparazione dei pasti e pulizie, mentre Piero Milani – responsabile del Centro – ci racconta la storia del centro in un ufficio il cui apparente caos stimolerebbe la fantasia di qualunque bambino.

Il Centro Fauna Selvatica “Il Pettirosso” è nato nel 2000, inizialmente all’interno del Centro Soccorso Animali di Modena.
Piero Milani, anima trainante del centro, ci racconta della vera e propria opera di bonifica che hanno dovuto intraprendere a causa del fango, la costruzione dei casotti poi adattati alle norme antisismiche, la messa a dimora del giardino perché, come ha ripetuto più volte Piero, “non c’era neanche un albero”.
Il Pettirosso vive grazie al 5xmille e alle donazioni di privati e aziende. E’ a Modena, in Via Nonantolana 1217.

(Foto d’archivio del Centro Fauna Selvatica)

Vai all’intero reportage: “Voci dalla foresta oscura