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E’ giovane, carino, occupato ad acchiappare clic su YouTube e “Mi piace” su Facebook dispensando video giovani e carini, selfie tra il tenebroso e il simpatico, e perle di saggezza come questa:

“Quando sei triste le persone che conosci si dividono in “quelle che possono capirti” e in “quelle che non capiranno mai”…anche se la cosa più difficile il più delle volte è riuscire a capire se stessi…

mipiace

Francesco Sole, nome d’arte del ventenne modenese Gabriele Dotti (ma si è talmente immedesimato nel personaggio da volersi chiamare così – dice – anche per l’anagrafe), fenomeno del web con quasi un milione di seguaci su Facebook e centinaia di migliaia di visualizzazioni dei suoi video su YouTube, mette piede sul red carpet del Festival della Filosofia in programma a Modena dal 12 al 14 settembre in una serata, tutta per lui, dal titolo “La celebrità all’epoca di Youtube”.

sole

E anche se la sua presenza non scatena il fuoco di fila che due anni fa provocò l’eretico Fabio Volo, infilato nel programma tra Marc Augé, Zygmunt Bauman o Massimo Cacciari per dire la sua sul “senso delle cose”, qualcuno oggi storce il naso per l’evento previsto il 14 a Sassuolo in cui il semiologo ed editor Beppe Cottafavi cercherà di capire dialogando con Sole “come si fa a sporgere da uno schermo piatto” e raggiungere la “gloria”, tema del festival di quest’anno, attraverso Internet.

Francesco è solo una delle ultime giovani star nate nel web che realizzando video su YouTube riescono a fare il salto (in tv, radio, cinema, pubblicità e serate nei locali dove attirano frotte di giovanissimi) e a trasformare il proprio talento – più o meno naturale – in business, sfruttando la potenza virale dei social network. Gli esempi più noti sono Frank Matano e Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh, anche se contrariamente a loro, nati come fenomeni spontanei – Matano facendo video dei propri scherzi telefonici, Scilla puntando tutto sulla sua passione per i travestimenti e le parrucche – Sole sembrerebbe più un “caso” costruito a tavolino per il successo.

Prima di diventare Francesco Sole infatti, Gabriele era “solo” Gabriele Dotti. Uno che faceva simpatici video con due amici che qualcuno deve aver notato.

Il suo primo video nella nuova versione “solare” infatti, del maggio 2013 – “Come prendere bei voti senza studiare” – è chiaramente un lavoro di livello professionale dotato di grande ritmo e ottimi testi (considerato il target da raggiungere), uno stile di montaggio consapevolmente ispirato ai lavori di Cédric Klapisch (quello dei film della Generazione Erasmus come “L’appartamento spagnolo” e “Bambole russe”) adottato prima di lui da molti altri videomaker francesi, oltre a contenere diversi casi di product placement.

Francesco però nega tutto in un video intitolato “FAQ” realizzato apposta per rispondere a domande e critiche: “I video me li monto io, ho imparato a farlo da quando avevo 15 anni”. E ancora “Nessuno mi paga per fare pubblicità nei miei video, se sono presenti dei prodotti è solo perché sono gli stessi che uso nella mia vita quotidiana”.

In realtà Sole, per sua stessa ammissione, sarebbe stato “adottato” da un altro Francesco, Facchinetti – di professione dj e talent scout – anche se, a suo dire, solo dopo la realizzazione del video che lo ha reso una celebrità su Internet “L’amore ai tempi di WhatsApp”.

E’ chiaro quindi che, se non proprio dagli esordi, oggi Sole è seguito da una struttura professionale in grado di sfruttare al meglio le potenzialità della rete con prodotti graditi ai giovanissimi. Il che forse rende parecchio meno spontanea, ma non cambia, la sostanza del suo successo. Fatto di video e post su Facebook nei quali si parla di scuola, di amore, di amicizia, di sesso, di sogni. Insomma, di tutto l’armantario sentimental emotivo – coniugato ai tempi dell’instant messaging e dei social – che fa presa su molti suoi coetanei (e coetanee). Stuoli di fan – oltre che di imitatori e di critici – affascinati dalla filosofia spicciola contenuta nei suoi video indubbiamente accattivanti che rappresentano uno stile di vita semplice (quindi come quello di tutti) ma cool.

In tre  parole: Sole, Cuore & Amore. Francesco è figo e fa cose fighe per giovanissimi che vorrebbero essere fighi come lui perché, “oggi se non sei popolare non sei nessuno“.

Ho proposto una serata con Francesco Sole nell’ambito del festival – spiega Beppe Cottafavi – proprio perché la sua ascesa alla gloria della rete è un case history particolarmente interessante tra i tanti che cercano di ritagliarsi un proprio spazio attraverso il web: Francesco punta sul sentimentale, non sul comico”. Insomma, roba da Federico Moccia senza Federico Moccia (o forse sì, chissà chi aiuta Francesco a scrivere i suoi testi?).

Nessuno scandalo per Cottafavi nell’inserire Sole tra i mostri sacri della filosofia contemporanea. “Il festival della filosofia non è un convegno per addetti ai lavori, ma un luogo in cui comunque si spettacolarizza la cultura, più simile al festival di Sanremo che a un corso universitario. E non ci vedo niente di strano, a cinquant’anni esatti dalla pubblicazione di ‘Apocalittici e integrati’ di Umberto Eco, nel dare spazio alla cultura pop che, inspiegabilmente – chiosa ironico Cottafavi – fa ancora schifo a tutti coloro che non vedono al di là del cerchio magico degli esponenti della cultura ‘alta’. In fondo, dal punto di vista della popolarità, anche una star come Umberto Galimberti deve la sua ‘gloria’ alla rubrica di lettere che teneva sul settimanale D di Repubblica. Mi pare che criticare la mia serata di chiacchiere con Sole per comprendere certi fenomeni contemporanei sia un caso di acefalo razzismo culturale”.

(Davide Lombardi)

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AGGIORNAMENTO: il testo di questo articolo è stato leggermente modificato in una frase. Qui la prima versione