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Il senso di Matteo per la ruspa. Pochi avrebbero immaginato che uno dei simboli della politica di questi anni sarebbe diventata quella macchina per l’escavazione superficiale, mossa da un trattore, che compie scavo, carico, trasporto, scarico e spandimento della terra rimossa, ovvero la ruspa. “È appena passata una grossa Ruspa vicino a dove sono….Ti ho pensato, che bella Italia” dice un commento recente nella pagina Facebook di Matteo Salvini. A Ferrara l’esponente leghista aveva parlato del mezzo meccanico così: “La ruspa è un simbolo di equità sociale”. In precedenza, in visita in un campo Rom nei pressi di Firenze, aveva definito la ruspa “un simbolo di pulizia”.

Sempre Salvini, stavolta alla festa leghista di Martinengo: “Quando avremo finito con i campi rom useremo le ruspe per i centri sociali”. Dopo l’incidente a Roma, dove una donna è morta investita da una macchina guidata da un rom, il leader leghista ha commentato “una preghiera. Per il resto… Ruspa!!!” portando la ruspa perfino nell’ambito religioso.

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La ruspa dunque non solo come soluzione ai campi rom, ma come soluzione a tutti i problemi, come soluzione assoluta, addirittura come preghiera, come esclamazione e perfino come intercalare. Ruspa, ruspa, ruspa. Marketing politico, semplice e molto efficace.

Ma, curiosando negli archivi dei giornali, si scopre una notizia ormai dimenticata: il primo utilizzo di ruspa anti immigrati è nato proprio a Modena, nel 1992, quando sui giornali dell’epoca apparve questo titolo: “Modena: Immigrati, vi mando le ruspe”.

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A parlare (e agire) è don Giorgio Bellei, noto parroco della chiesa di Santo Spirito. All’epoca finì sui giornali perché, dopo aver ospitato dei tunisini in una roulotte, questi non se ne volevano più andare, e allora, dopo qualche insistenza, don Bellei passò ai fatti: chiamò una ruspa per distruggere la roulotte. “Non si tratta di razzismo: nella mia parrocchia gli immigrati sono sempre stati bene accetti” spiegò il parroco ai giornali. Ma la ruspa, inesorabile, fece il suo dovere.

Tornando ai giorni nostri, ci prendiamo pure il rischio di passare per moralisti,ipocriti e buonisti strumentali (aggiungere pure a scelta) ricordando che la ruspa è purtroppo spesso protagonista di incidenti mortali sul lavoro.

Ultimo caso in Sicilia, nel catanese, dove un uomo è morto colpito da un palo della luce mentre guidava una ruspa. Spesso, trattandosi di un mezzo utilizzato in terreni impervi, capita che la ruspa si capovolga, schiacciando il lavoratore (come in questo caso, ma gli esempi sarebbero tanti), un incidente tipico anche con i trattori, dagli esiti spesso mortali, di cui l’Emilia-Romagna, con la Lombardia, detiene il triste record.