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Nella tarda mattinata di oggi AdnKronos International e AnsaMed se ne escono con un lancio raccapricciante: i leader dell’autoproclamatosi Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis o Isil) avrebbero decretato per i territori da loro controllati la mutilazione genitale per tutte le donne, l’infibulazione (di cui su Converso avevamo parlato qui).

Questo il contenuto di un comunicato jihadista venuto in possesso di Aki Adnkronos che titola il suo pezzo così: Orrore in Iraq, l’Isil ordina l’infibulazione per tutte le donne del ‘califfato’.  AnsaInternational invece titola: “Syria: Islamic State ‘decrees’ infibulation for all women” con l’accortezza però di specificare – non essendone direttamente in possesso – che trattasi di un documento “non verificato”.

Regola nr. 1 del buon giornalista: se il contenuto di una notizia non è verificato né verificabile, semplicemente la notizia non si dà. Ma tant’è.

Il lancio viene quasi subito ripreso da alcune grandi testate e siti. Repubblica.it titola: Siria-Iraq, Stato islamico: “Infibulazione per tutte le donne”.  E attacca: “Tutte le donne dello Stato islamico, che si estende da Aleppo in Siria a Mosul in Iraq, devono subire l’infibulazione. La notizia era stata anticipata ieri sera. Lo prevede un “decreto” promulgato dall’autoproclamato “Califfo” Abu Bakr al Baghdadi ma la cui autenticità non può essere verificata“. (domanda: e allora perché lo riporti?). Sulla stessa scia l’Huffington Post e tanti altri.

In decine di migliaia condividono sui social network con commenti giustamente indignati dei lettori:

  • Rivoltante.
  • Orrore!
  • Questo è un perfetto caso in cui l’ONU dovrebbe inviare truppe degli stati suoi aderenti sotto la sua egida per bloccare e disperdere questi pazzi fanatici, altro che interposizioni per Libano, Somalia, Kossovo, ecc. Almeno sarebbe cosa giusta.
  • Li abbiamo invasi per un falso dossier sulle armi chimiche e ci ritiriamo quando sprofondano la loro gente nell’incubo,
  • …e via commentando contro questi animali (e di traverso: contro arabi e “Islam”).

Partono le dichiarazioni dei politici, si chiede l’intervento del ministro degli Esteri Mogherini. L’Osservatore romano fa un comunicato su “Il califfato della brutalità”.  Monta l’indignazione dell’opinione pubblica.

Regola nr. 1 del buon lettore (almeno quando si tratta di esteri): prima di credere a quello che scrive la stampa italiana verificare la notizia su giornali come il New York Times o il Guardian che della attendibilità delle fonti fanno una religione. Anche loro possono sbagliare, non sono il vangelo, ma certo sono molto più credibili della stampa italiana.

Io l’ho fatto subito dopo aver letto la notizia su Repubblica.it. E né il Guardian né il Nyt la riportavano.

Mentre in Italia sale l’indignazione, nel sottoscritto aumenta lo scetticismo per la notizia “non verificata”.

Infatti alle 20.07 Ansa esce con un lancio (non pubblico, ma nel newsfeed a pagamento) dal titolo inequivocabile:   “Califfo” decreta mutilazione sessuale donne, ma e’ un falso (qui il comunicato Ansa). Mentre sulla pagina Internet ci va giù più leggera: Infibulazione per tutte le donne, Siria choc. Ma è giallo.

Nessun giallo ovviamente. Semplicemente una bufala nata da una notizia sparacchiata senza essere preceduta dalle opportune verifiche. Un falso che però ha prodotto nell’opinione pubblica danni enormi.

(Davide Lombardi)

AGGIORNAMENTO DEL 24 luglio 2014

Come riportato benissimo da Blogo, “mentre i media italiani stanno facendo retromarcia, la notizia-non-notizia si è diffusa all’estero“. Ne parlano infatti in news postate online qualche ora fa, BBC [vedi nota in calce per questo link]  e Guardian, citando entrambi come fonte una funzionaria dell’ONU, Jacqueline Badcock.  Nessuno dei due però cita da quali fonti Mrs Badcock abbia tratto le proprie informazioni (forse le agenzie di stampa italiane? Intanto, spiega Al Arabiya: The world body has “zero contact” with ISIS, but works through tribal leaders in the affected areas, Badcock said. “I can’t give you any more details until we have been on the ground to get information,” she said of the directive). La funzionaria però è ovviamente da considerarsi fonte autorevole e correttamente i due media britannici hanno dato conto delle sue dichiarazioni. In attesa di capire come si evolverà la vicenda, non cambiano i termini della questione posta in questo articolo: le notizie si danno quando, oltre ad essere verificabili, sono verificate. Esattamente ciò che non è accaduto in questo caso specifico, per quanto riguarda i media italiani.  (dl)

AGGIORNAMENTO DEL 25 LUGLIO 2014

Anche il Guardian fa marcia indietro: L’Isis nega e sorgono dubbi sulla dichiarazione della funzionaria dell’Onu. Probabile a questo punto che lei stessa si sia rifatta alle agenzie italiane. Ricordiamo tra l’altro che la pratica dell’infibulazione non è in alcun modo legata all’Islam (il che avrebbe dovuto far sorgere qualche sospetto da subito sull’autenticità del “decreto” dell’Isis“).  (dl)

NOTA SUL LINK BBC

Il pezzo della BBC è stato aggiornato nel titolo e nei contenuti dopo che si è rivelata inattendibile la dichiarazione della funzionaria ONU. BBC ha preferito quindi modificare in corsa – variando radicalmente contenuti e titolo del pezzo originale – piuttosto che pubblicarne la smentita. Una pratica, pure questa, che considero assai discutibile rispetto all’uso del mezzo, il web. La copia cache dell’articolo come era stato pubblicato in origine si trova qui. (26/07/2014 dl)

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