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Né il Cristianesimo né l’Ebraismo citano esplicitamente questo raro evento ampiamente studiato in epoca contemporanea. Ma come si comporta e come reagisce all’eclissi la minoranza religiosa più numerosa d’Italia e d’Europa?

eclissi_cinaGli astri si sono incrociati la mattina del 20 marzo, nel giorno dell’equinozio di Primavera, per il grande spettacolo dell’eclissi solare. La luna si è sovrapposta al sole per un paio di ore e ha proiettato la sua ombra sulla Terra. Alle nostre latitudini, l’eclissi ha prodotto un oscuramento parziale del 65%. Il calo di luce è stato graduale, con l’apice intorno alle 10:30. Una luce crepuscolare ha illuminato la mattinata e allungato le ombre per alcune decine di minuti.

Quello che oggi è un fenomeno astronomico ampiamente studiato dalla scienza, tanto da rendere possibile previsioni così esatte, era un tempo un evento che terrorizzava i nostri antenati. La luce del tramonto di mattina, le tenebre di giorno, il “Sole nero” offuscato dalla luna sono stati per millenni un mistero per l’uomo. Spesso al centro di superstizioni e credenze, i popoli antichi pensavano fosse causata da demoni e animali che divoravano l’astro, o dal furto di luce ordito da qualche divinità.

Per molte culture l’eclisse era associata ad un evento premonitore nefasto, sinonimo di morte e di cattivi presagi. Altre, come quella cinese, esorcizzavano il momento dell’eclissi battendo sui tamburi e producendo un tale fracasso da spaventare mostruose figure mitologiche ritenute responsabili dell’oscuramento del sole, a sua volta associato alla vita. E mentre non vi è menzione del fenomeno nei Testi Sacri di Cristiani e Ebraici, in altre civiltà come in quella musulmana, l’eclissi viene descritta, contestualizzata e ridimensionata.

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Per i Musulmani l’eclisse non preannuncia nessuna catastrofe né viene contemplata con misticismo. E’ una manifestazione dell’esistenza di Dio che viene celebrata con una preghiera ad hoc: la “Salat al-kusuf”. “La preghiera dell’eclissi” è considerata un’orazione supererogatoria, quindi non obbligatoria ma fortemente consigliata in base alla Tradizione profetica.

Per seguire questo rito collettivo siamo andati a Piacenza dove si trova uno dei centri islamici meglio strutturati del territorio lombardo-emiliano. Fra centri culturali e semplici sale di preghiera esistono 770 luoghi di culto islamico in Italia. Dopo la Lombardia (130 centri), l’Emilia Romagna è la seconda regione per numero di luoghi di culto islamici con 112 edifici adibiti a sale di preghiera o a centri culturali. Con 1,4 milioni di fedeli, i musulmani rappresentano la seconda religione del paese e d’Europa.

Dal 2012 la Comunità Islamica di Piacenza e provincia ha la sua sede in un ampio edificio di recente ristrutturazione capace di accogliere almeno 2000 persone. Il Centro è una struttura polifunzionale, articolata in sale di preghiera, stanze per le riunioni, spazi per i giovani, aule per corsi di formazione e di lingua, oltre a un grande giardino con fontana in stile arabo-islamico. Anche la scala anti-incendio di acciaio è stilizzata a minareto.

Oggi il Centro della Comunità Islamica di Piacenza è uno dei complessi islamici più importanti e meglio organizzati d’Italia settentrionale, punto di riferimento per gli oltre 20mila Musulmani residenti sul territorio piacentino. I Musulmani locali hanno una pagina Facebook e un canale youtube sempre aggiornato. “La preghiera dell’eclissi” è stata pubblicizzata sui social network e attraverso la stampa locale.

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Incontriamo Abdelrahman, il giovane custode marocchino del Centro che ci accompagna all’interno dell’edificio dove già una decina di fedeli sono raccolti in preghiera. Sono quasi le 10 e la luce comincia lentamente a calare. “In teoria si inizia a pregare in congregazione appena comincia l’oscuramento del sole e la funzione termina solo quando la luce torna splendere con il sermone conclusivo dell’imam”, puntualizza Abdelrahman.

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Il termine arabo “Imam” significava in origine “Colui che sta davanti”, in epoca preislamica indicava le persone che guidavano le carovane nei lunghi viaggi attraverso il deserto. Nell’Islam classico è colui che dirige la preghiera, esperto in materie religiose. Nell’Islam europeo l’imam è spesso una figura che assume un ruolo più ampio. E’ considerato la guida, il rappresentante e il portavoce della comunità. L’imam di Piacenza è un signore di circa 35 anni, di origine egiziana, con un lunga barba scura e riccia. Si chiama Mohamed Salah: “Le popolazioni pre-islamiche associavano il fenomeno dell’eclissi alla morte o alla nascita di una persona importante – spiega l’Imam – Questa credenza venne corretta dal Profeta Mohamed. Come le altre manifestazioni della natura l’eclissi è un segno di Allah”.

La “razionalizzazione religiosa” dell’eclissi aveva un’origine senza dubbio funzionale alla professione monoteista islamica: combattere l’idolatria e arginare la superstizione che un evento straordinario come l’eclissi aveva fino ad allora generato presso i popoli arabi pagani. Quest’inquadramento religioso della Natura fu senz’altro utile anche a placare i sentimenti di panico e sgomento che un eclissi poteva suscitare presso le popolazioni dell’epoca, esortate invece a pregare.

Ma secondo la Tradizione profetica l’Islam si spinge oltre. “Cominciamo per dire che tutto quello che avviene nell’universo avviene per decreto di Allah: sole e luna, luce e tenebre sono solo dei segni di Dio”, spiega “Sheykh” Abdu r Rahman Pasquini, una delle figure più autorevoli dell’Islam in Italia. Convertitosi verso la fine degli anni ’60, mentre i suoi coetanei pensavano a protestare contro la società dei loro padri, lo “sceicco” fondava a Milano la prima organizzazione giovanile musulmana militante: “Presenza Islamica”. E’ stato in seguito co-fondatore e Imam della Moschea del Misericordioso (conosciuta volgarmente anche come “moschea di Segrate”), una delle rare moschee vere e proprie della Penisola e dirige attualmente una casa editrice denominata “Edizioni del Calamo”. Lo sceicco Pasquini è spesso ospite dei convegni organizzati dal Centro Islamico di Piacenza in veste di predicatore.

Secondo alcune “sunna”, i detti e i comportamenti del Profeta Mohamed, fonti della teologia e del diritto islamico, è proprio durante un’eclissi che Ibrahim, uno dei figli del Profeta Mohamed, morì. Il popolo associò subito la morte del figlio dell’amato Profeta all’eclissi. “Dovette intervenire Mohamed stesso – spiega lo sceicco Pasquini – pronunciando la seguente frase :”Invero il sole e la luna non si eclissano né per la morte né per la nascita di alcuno, bensì sono due tra i segni di Allâh: quando assistete alle loro eclissi, alzatevi ed assolvete all’orazione”. Quest’invito alla preghiera, davanti a un evento che poteva turbare i primi musulmani minandone la fede, era ed è preso alla lettera per tutti coloro che seguono idealmente la “imitatio muhammadi”, la via del comportamento del Profeta Mohamed.

Alle 10:30 arriva il picco dell’eclissi. Decine di fedeli pregano in fila in silenzio. “Attraverso l’eclissi Allah vuol ricordare ai fedeli la sua onnipotenza e la loro condizione di creature tenute a dare conto a Dio nel Giorno del Giudizio. Facendo calare le tenebre di giorno, Allah induce i fedeli a celebrare la sua grandezza e a temerlo, questo è il vero motivo della salat al-kusuf”, dice lo sceicco.

Poco prima di mezzogiorno la luce torna a spledere e i fedeli che hanno eseguito la “Salat al-kusuf” si mescolano a quelli accorsi per la preghiera del mezzogiorno di venerdì, l’orazione canonica più importante. Incontriamo alcuni giovani per i quali la “preghiera dell’eclissi” è semplicemente raccomandata dalla Tradizione e quindi da eseguire senza porsi troppe domande.

”Il Corano parla delle eclissi solari e lunari come di tanti altri fenomeni naturali che troveranno poi una loro dimensione scientifica solo in epoca contemporanea, ossia ben 1400 anni dopo essere stati rivelati” commenta lo sceicco Paquini. Secondo i Musulmani, il versetto 33 della XXI sura del Corano anticiperebbe la formulazione di alcune teorie astrofisiche sul moto dei pianeti. Il versetto recita: “Egli è Colui che ha creato la notte e il giorno, il sole e la luna: ciascuno naviga alla sua orbita”. Un versetto che secondo gli studiosi islamici testimonierebbe di un fatto essenziale scoperto dall’astronomia moderna, cioè l’esistenza di diverse orbite per ogni corpo celeste, con delle caratteristiche di moto proprie.

Per la prossima eclissi bisognerà aspettare almeno 10 anni. Comunque vada, i veri Musulmani la celebreranno con una preghiera che assomiglia più a una fredda esecuzione di inchini e prostrazioni che a un raccoglimento comunitario sentito e condiviso. Così, mentre bisognerà aspettare il 2027 per ammirare una nuova eclissi, benché ancora parziale, saremo sempre sicuri che ci saranno i Musulmani a relativizzare il fenomeno, suggerendoci:”Niente paura, è solo la Natura, è solo Dio”.

Gaetano Gasparini

Immagine di copertina, photo credit: Eclypse via photopin (license).