Legno e carta

Legno e carta, al confine fra passato e presente per capire chi siamo

Una sala sospesa nel tempo, l’odore della carta e lo scricchiolio del legno intervallano ogni istante, ogni passo, ogni gesto.

Con infinita cura e rispetto, mani esperte sfogliano tomi antichi. La possibilità – nel lasso di un’ora, un giorno, 20 anni o chissà quanto – è quella di conoscere le proprie radici, per sentirsi più reali, qui ed ora.

Qui all’Archivio Storico, al sicuro fra alte pareti di fascicoli, esiste un centro di gravità, dove, a imprecise intermittenze, si intravedono le traiettorie della memoria.

Le persone che si sono riunite per fare la ricerca genealogica sulla loro famiglia, conoscono l’importanza di guardare indietro per imparare ad andare avanti.

Ritrovare le origini, che sono fatte della nostra carne, del nostro spirito, della nostra essenza, può significare comprendere una sequenza di noi stessi.

In questa sala fatta di libri e legno, si respira la possibilità di sentire un emozione istintiva nei ricordi di un passato remoto fatto di tradizioni razziali e culturali, si percepisce la gioia della scoperta di un mondo che non esiste più.

Con ciclicità, la sala si apre e si chiude, rispettando gli orari dell’archivio, è solo questo il tempo contato, necessario per conoscere, per nascere una seconda volta, sicuri di aver finalmente trovato nella nostra storia, qualcosa di nascosto dentro di noi.

Davide Mantovani