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Una domanda strana a cui non sappiamo rispondere.

Quando abbiamo scritto l’elenco dei complotti attualmente in corso in Italia abbiamo deciso di non citare nessuna fonte. Il problema era apparentemente semplice e in realtà incredibilmente complesso: quali fonti? Chi avremmo dovuto citare? Pagine Facebook? Commenti di blog sulle scie chimiche? Forum esoterici? Persone che avevamo sentito parlare in treno?

I link da inserire sarebbero stati troppi e secondo noi metterli non aveva senso. E poi che fonte è una fonte che dimostra qualcosa di molto probabilmente falso? Dobbiamo dimostrare che qualcuno dimostra qualcosa di falso?

E allora a quel punto avremmo anche dovuto verificare, smentirli, argomentare, fare il cosiddetto debunking, altrimenti avremmo semplicemente fatto propaganda a notizie non verificate, diffondendo falsità.

Secondo Wikipedia, che del famoso “citazione necessaria” ne ha fatto un mantra, la fonte di un’informazione va citata per per permettere a chi legge di individuarne l’origine, la validità e l’attendibilità.

Wikipedia, nella guida sull’uso delle fonti, arriva a scrivere che “a volte è meglio non avere un’informazione che avere un’informazione senza una fonte”.

Perché? Ad esempio perché potrebbe essere inventata. Io potrei aver inventato l’informazione che in Italia ci sono persone convinte che ci sia un complotto dietro la morte di alcuni cantanti famosi. Potrebbe non essere vero. Magari in realtà nessuno ha mai pensato questa cosa, ma forse qualcuno inizierà a pensarla ora che io l’ho scritta.

In questo modo la pagina dei complotti attualmente in corso in Italia diventerebbe a sua volta un raffinato e diabolico complotto dove, parlando di cospirazioni e bufale, inserisco cospirazioni e bufale che non esistono.

La questione, all’apparenza innocua e di poca importanza (ci sono problemi più gravi nel mondo, ma anche nel mio condominio) ha interessanti risvolti che forse sarebbero piaciuti a Borges, non a caso citato all’inizio della pagina dedicata ai complotti.

In realtà il nostro obiettivo iniziale era molto semplice: rappresentare l’immaginario collettivo complottista italiano di questo periodo, mettendo in una pagina tutte le voci che girano sulla realtà alternativa (la spiegazione non ufficiale di ogni cosa). Questo solo per i fatti italiani, quindi niente Torri gemelle, per capirci.

Ci piaceva quest’idea di Italia parallela, un po’ fantasy, dove tutto è possibile.

Però molti, dopo la pubblicazione di quella pagina, ci hanno fatto una domanda che ci ha lasciati interdetti: ma quindi quei complotti sono veri o no?

La risposta è questa: è vero che esistono persone che credono che quei complotti siano veri.

Quindi quei complotti esistono come idee nella mente di molte persone.

Se invece i complotti sono veri, cioè se le loro tesi si traducano in realtà concreta, noi non possiamo saperlo. O meglio: di alcuni sì, c’è la certezza scientifica che si tratti (perdonate la volgarità) di minchiate – ed è compito del giornalismo scriverlo spiegando come, quando e perché – cosa che viene fatta.

Mentre su altri complotti perfino a noi è rimasto il dubbio.

Ad esempio che l’incidente della Costa Concordia sia un finto complotto messo in scena per illuderci che sia possibile per noi comprendere i complotti quando in realtà non è così, è un’ipotesi talmente suggestiva che il dubbio c’è rimasto. Idem per il papa Bergoglio anticristo massone.

Ma il dubbio non significa aprirsi totalmente alla possibilità che questa cosa sia vera. Ad esempio, se anche un giorno arrivasse una fonte attendibile, se ad esempio il Vaticano o il papa in persona dichiarasse: ebbene sì, sono l’anticristo massone, noi resteremmo comunque col dubbio. Non ci crederemmo.

E quindi a quel punto, di fronte alla conferma di un complotto, diventeremo ufficialmente complottisti, perché rifiuteremo la verità ufficiale.

Esempio: se Obama domani annunciasse che sì, effettivamente le Torri gemelle ce le siamo buttate giù da soli, il vero complottista non gli crederà.

Davanti al suo complotto “scomplottato”, cioè nel momento in cui la sua tesi si dimostra vera, resterà complottista e dunque o cercherà una verità alternativa (“Obama dice così per nascondere una verità ben peggiore”) o addirittura passerà dall’altra parte, quella dell’ex versione ufficiale (“no, in realtà è stata al-Qaeda).

Pensateci: se il papa annunciasse di essere l’anticristo gli credereste? Io no, penserei o che sia impazzito o che stia dicendo così per nascondere qualcos’altro.

E dunque non c’è via d’uscita.

Vai all’elenco dei complotti attualmente in corso in Italia.