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Esattamente sette mesi fa, il 19 gennaio, nel territorio della Bassa modenese già martoriato dal sisma del maggio 2012, si scatenavano precipitazioni alluvionali eccezionali, provocando la rottura dell’argine destro del fiume Secchia, in località San Matteo poco a nord di Modena, riversando un’ondata di melma per paesi, strade e dentro le case

Secondo il meteorologo Luca Lombroso, abituarci al cambiamento climatico ormai in atto non basterà perché, “senza mitigazione e  drastico taglio del gas serra, in futuro non potremo sopravvivere agli eventi estremi”.

Il punto è che di certi argomenti si parla, si parla, ma finché le persone non sono direttamente toccate dagli eventi , finché questi “riguardano qualcun altro” (anche se distante appena qualche chilometro), è difficile prendere coscienza di quale impatto possano avere sulle nostre vite. Non per disinteresse o mancanza di empatia, ma perché, come scrive Lucrezio nel secondo Libro del “De rerum natura”

Bello, quando sul mare si scontrano i venti
e la cupa vastità delle acque si turba,
guardare da terra il naufragio lontano.
Non ti rallegra lo spettacolo dell’altrui rovina,
ma la distanza da una simile sorte.

Come spiega Remo Bodei nella sua introduzione al volume di Hans Blumemberg “Naufragio con spettatore” (Ed. Il Mulino), “poggiando sulla terraferma, uno spettatore contempla il travaglio di un naufragio. Non partecipa agli eventi, gode soltanto della visione che ha dinnanzi. La sua non è una iocunda voluptas, sorta immediatamente dalle tribolazioni altrui, verso cui guarda anzi con commosso distacco. La serena gioia che lo pervade scaturisce dal confronto fra la sicurezza della sua posizione e il pericolo e la rovina degli altri”.

Commosso distacco che sarà possibile mantenere almeno finché la sorte non farà di chi fino ad oggi ha avuto la fortuna di essere solo spettatore (tanto empatico quanto distante) di certi eventi tragici, protagonista egli stesso di un naufragio. Sorte che, secondo Luca Lombroso, e non solo lui, dovrebbe toccare un giorno a ciascuno di noi.

(testo di Davide Lombardi, foto di Isabella Colucci scattate qualche giorno dopo l’alluvione, il 29 gennaio a Bastiglia e il 4 febbraio a San Matteo) 

San Matteo

Bastiglia

Leggi il nostro reportage: “Lacrime sul bagnato“.