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Negli ultimi 30 giorni entrate 0.00 euro, uscite 660.73 euro, saldo disponibile in conto corrente: 1.11 euro.

Sono i movimenti più il saldo di uno dei conti correnti bancari postati sul gruppo Facebook “Finire i soldi” che offre un piccolo spaccato, con una risata a bocca storta, della crisi che milioni di italiani – quelli che abbiamo chiamato la massa degli “invisibili” – stanno vivendo. Quelli che non arrivano alla terza settimana del mese, o magari neanche alla seconda, e che insomma si arrabbatano in attesa di tempi migliori perché, come recita il motto scelto dal gruppo: “non può piovere per sempre”. Nell’attesa, cercano di vivere la povertà con un minimo di leggerezza, ad esempio partecipando al concorso del conto corrente più rosso che c’è. Si posta il saldo del proprio conto, and the winner is…

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Si ride. Anche per dimenticare il vero paradosso: quando il conto corrente piange, tutto diventa più caro. Perché si pagano in ritardo bolli, tasse e bollette varie e allora arrivano le sanzioni. Dall’INPS, dalle Regioni, dallo Stato, dalle municipalizzate che minacciano di staccare le utenze. Tutti a chiedere, tutti a lucrare sulla sfiga, tutti a pretendere di ricevere il dovuto – magari in anticipo come chiede lo Stato che pretende un acconto sui redditi presunti dell’anno in corso – ma poi, quando c’è da restituire, una bolletta a credito ad esempio, c’è da aspettar mesi. Con comodo, perché tanto quando le serve la burocrazia ci vede benissimo e la sfiga la annusa da lontano, e sa benissimo che, anche in un regime “democratico” come il nostro, la libertà e la possibilità di far valere le proprie ragioni sono direttamente proporzionali al peso del proprio conto corrente.

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Gli iscritti al gruppo, nato ufficialmente da più di un anno ma attivo solo da un mese, sono quasi quattromila. E quando si iscrive un nuovo membro, riceve un messaggio di benvenuto personalizzato. Ma solo se si certifica di essere capitati sulla pagina non solamente per curiosità, ma da titolari di tutti i demeriti necessari. Insomma, di essere degli spiantati col conto perennemente in rosso.

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Da non perdere anche l’inno del gruppo, cantato addirittura da uno dei più grandi interpreti della canzone italiana.