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di Martino Pinna

Forse c’è stato un tempo in cui bastava dire “cattolici” per capire di chi si stava parlando. Difficile dire quando: forse prima del Concilio Vaticano secondo, forse prima del grande scisma d’Oriente. O forse prima che internet ci facesse scoprire che il mondo era più grande, più vario e non necessariamente più bello di quello che vedevamo dal nostro vicoletto. Non saprei.

Oggi la galassia cattolica è molto più complessa e variegata di quanto molti non cattolici e atei possano immaginare. Non è un blocco unico di persone tutte uguali, che si vestono allo stesso modo e pensano allo stesso modo, ma qualcosa di più simile al bar di Guerre Stellari.

C’è di tutto, dalle persone più bizzarre a quelle più normali, quelli che leggono i libri di Paolo Brosio e quelli che leggono Hans Küng, e molti cattolici fra loro non hanno niente in comune se non forse l’amore – o quantomeno una certa simpatia – per Gesù e una preoccupazione continua per la cosiddetta famiglia tradizionale.

Ma pensare che siano tutti uguali sarebbe come pensare che noi atei siamo tutti uguali, che ci si incontra per strada e ci si riconosce facendo il saluto segreto di noi atei e si parla delle tante cose che abbiamo in comune (ad esempio non credere in un dio) sorridendo e dandoci pacche sulle spalle. Non è così. E non è così nemmeno per i cattolici.

MEC

Come in nessun’altra chiesa in quella cattolica si sono create al suo interno subculture e microcomunità in maniera parallela alla scissione del cristianesimo in decine di altri credi religiosi. A parte quelli che sono veri e propri movimenti nati all’interno della Chiesa, spesso dai nomi molto suggestivi, come i Legionari di Cristo, i Carimastici, i Focolarini, Comunione e Liberazione, i Neocatecumenali, la Gioventù ardente mariana, la Comunità Gesù Risorto o la Comunità Nuovi Orizzonti, ci sono decine e forse centinaia di piccole e grandi rappresentanze cattoliche di precise categorie.

Prendete il fiato perché si tratta di un elenco lungo: i giuristi cattolici, l’associazione cattolica operatori sanitari, l’associazione cattolica esercenti cinema, l’Unione Cristiani Cattolici Razionali (in opposizione all’Unione Atei Agnostici Razionalisti), l’associazione Famiglie Separate Cristiane, l’associazione Medici Cattolici Italiani, i Cattolici per l’Indipendenza del Veneto, il Movimento cristiano lavoratori, l’Unione cristiana imprenditori dirigenti, gli animalisti cattolici, i cattolici omosessuali, i cattolici comunisti, i cattolici integralisti, il gruppo cattolico Chiediamo le dimissioni di Bergoglio (dove si sostiene che Bergoglio sia l’Anticristo, 535 fan),  l’associazione vegetariani cattolici, i cattolici medjugoriani, i papaboys, gli scout cattolici, il movimento studenti cattolici: esistono perfino punk cattolici (uno solo in realtà, Giovanni Lindo Ferretti), atei cattolici (anche qua un solo esemplare noto, Giuliano Ferrara) e i single cattolici, che hanno uno slogan molto particolare, teologicamente e sessualmente ambiguo.

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L’apertura dell’account ufficiale del papa, @Pontifex (voluto da Ratzinger, ricordiamo, poco prima delle sue dimissioni), secondo alcuni ha lanciato la Chiesa cattolica in una nuova era di comunicazione, mentre secondo altri non è cambiato niente, semplicemente la Chiesa ha portato la sua missione evangelica dove ora si trova la gente, cioè su internet.

Ma questo è quello che succede nei piani alti. Nel frattempo, dal basso, il web ha favorito la proliferazione di gruppi cattolici sempre più piccoli e antropologicamente sempre più interessanti, come i Cattolici per l’Indipendenza del Veneto (355 mi piace), secondo i quali lo Stato è “la Bestia Immonda” e dal Catechismo si evince piuttosto chiaramente che il Veneto dev’essere indipendente. Siamo passati dai cattocomunisti ai cattovegetariani, cattoanimalisti, cattoindipendentisti, aggiungendo sempre nuove specie alla complessa tassonomia cattolica.

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Ad esempio, un nuovo esemplare di cattolico figlio del web è il cattonerd.

Unisce il cattolicesimo con l’attitudine nerd, ovvero – secondo l’obsoleta definizione di Wikipedia – “chi ha una certa predisposizione per la scienza e la tecnologia ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta propensione alla socializzazione”. Questo forse 20 anni fa, o ancora oggi in qualche film italiano, ma in realtà oggi il nerd è cool, va alle feste, di tecnologia ne sa quanto un normale 12enne dipendente dallo smartphone, e sostanzialmente è riconoscibile solo per una propensione alla letteratura fantasy, ai fumetti, ai videogiochi e a un certo tipo di cultura pop. Sono quelli che se gli segnali un’immagine che fa ridere ti dicono che l’hanno già vista 4 anni fa.

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Unire questo tipo di cultura all’appartenenza alla Chiesa cattolica – un’istituzione millenaria – sembra difficile, ma non è impossibile.

Uno dei cattonerd si chiama Dario, ha 30 anni e fa il perito informatico, dunque è in linea con lo stereotipo-standard del vero nerd originale. E’ uno dei ragazzi che gestisce il sito cattonerd.it, che a una prima occhiata colpisce per il suo aspetto accattivante, moderno, pop, contemporaneo. L’obiettivo sembra quello di voler dare un’immagine diversa del cattolico, un’immagine giovane e cool. E’ così?

“No. Ci tengo a precisare che non vogliamo dare un’immagine diversa del cattolico” spiega Dario. “Il sito è nato principalmente per rappresentare quello che siamo, nella speranza che le nostre passioni possano essere un veicolo per arrivare, insieme ai nostri lettori, a Dio”.

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All’inizio è un po’ destabilizzante: articoli che parlano del cartone animato Lilo & Stitch e la fecondazione assistita, l’esaltazione della castità secondo i manga, citazioni di Ratzinger e di Aragorn del Signore degli Anelli nella stessa pagina, il tutto con un’impaginazione grafica molto bella e testi ben scritti. Per un ateo, ma credo anche per un cattolico non-nerd, l’impressione è quella di entrare in un mondo dove quello che vedi non è Gesù, ma un cosplayer vestito da Gesù.

Appunto: destabilizzante.

Dove sono i cattolici che da ateo sognavo di contrastare? Dove sono i papaboys con le chitarre a cantare Osanna Osanna? Dov’è Rocco Buttiglione?

Chiedo a Dario: ma non è che siete come i preti che suonano con la chitarra le canzoni rock and roll per avvicinarsi ai giovani?

“All’apparenza potrebbe sembrare così. In realtà il metodo è diametralmente opposto. Le messe beat, così come fece secoli prima San Filippo Neri (anche se il paragone forse è eccessivo), erano un cambiamento estetico che aveva come scopo l’assecondare i gusti di quella generazione. Noi, al contrario, esterniamo ciò che siamo, consapevoli del fatto che i nerd (nonostante adesso stiano andando di moda), così come i cattolici, non sono molto visti di buon occhio. Noi essendo sia catto che nerd, molto probabilmente saremo gli esclusi degli esclusi. Non lo dico per vittimismo, perché ci ridiamo su, ma per prove empiriche. Ci capita di essere guardati male sia dai geek (e al Lucca Comics è successo), sia da alcuni cattolici per i quali risultiamo essere troppo eccentrici o anche poco rispettosi”.

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Dietro al progetto non c’è un’associazione o un movimento cattolico. Dario fa parte di Azione Cattolica, sua madre è credente, mentre suo padre è ateo e anticlericale. La sua formazione come cattolico parte dalla nonna materna: “La prima che, fin da quando ero piccolo, mi ha fatto prendere in simpatia il Figlio del Capo”. Poi, dai 17 anni in su, il percorso in Azione Cattolica l’ha avvicinato sempre di più alla Chiesa, anche se, per anni, come tanti cattolici, è andato a messa solo sporadicamente, perché non ne capiva l’utilità. Solo recentemente ne ha scoperto “la sua reale bellezza” e l’anno scorso per qualche mese è addirittura riuscito ad andarci tutti i giorni prima di recarsi a lavoro: “Posso assicurare che è un ottimo modo per ingranare la giornata”. Meglio di fare jogging, a quanto pare.

In un articolo di Cattonerd leggo l’apologia di Suor Cristina, la suora cantante nota per aver partecipato a una trasmissione televisiva dove ha ottenuto tanto successo da finire sui giornali di tutto il mondo. Suor Cristina ha fatto una cover di “Like a Vergin” di Madonna, e qua è fantastico come religione e pop si confondano sublimamente, come solo un bravo barman con un cocktail ben riuscito è in grado di fare. La cover di Suor Cristina ha esaltato i cattonerd, che scrivono: “Se una suora prende una canzone simbolo dell’amore carnale come Like a Virgin e riesce ad elevarla a preghiera non è impresa da poco. È come costruire una chiesa sui ruderi di un tempio pagano”.

Nella sezione “tavole di pietra” ci sono invece presenti i meme cattolici, la maggior parte dei quali risulta di difficile lettura per un ateo forse un po’ ignorante come me:

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“Il nostro pubblico ideale? Chiunque sia interessato a scoprire cosa voglia dire essere un nerd, o cosa voglia dire essere un cattolico praticante” dice Dario. “Per il momento abbiamo attirato principalmente i cattolici nerd o credenti che sanno prendersi alla leggera, ma anche qualche agnostico che vuole capire qualcosa di più sul nostro mondo. Speriamo in futuro di poterci confrontare anche con utenti lontani dalla Chiesa e magari in disaccordo con noi”.

Ecco, inutile girarci attorno: bella grafica, simpatici i meme (quelli che ho capito) e bellissimo il logo, ma la Chiesa oggi è anche quella del no all’aborto, no all’eutanasia, no alla fecondazione assistita, no all’estensione dei diritti civili per gli omosessuali. Cosa ne pensa un Cattonerd?

“Nonostante nella mia vita io abbia avuto pareri e prese di posizioni in contrasto con la Chiesa, adesso come adesso, dopo studi e realizzazioni, mi trovo d’accordo con ciò che insegna il Catechismo rispetto a questi ambiti. Non abbiamo però intenzione di trattarli di petto. Non perché abbiamo paura di farlo, ma perché sappiamo che alla base di questi discorsi, che molti trattano come massimi sistemi, ci sono persone che soffrono e che vanno capite e accolte; nonostante abbiamo opinioni e stili di vita diversi dai nostri, restano Figli di Dio, e per questo sono nostri fratelli e sorelle, e nutriamo verso di loro il massimo rispetto”.

Ok, ma la Chiesa starà sbagliando qualcosa: sono uomini dopotutto, ci sarà qualche aspetto sul quale è rimasta indietro rispetto alla comunità di fedeli che rappresenta?

“Credo che uno dei tema dove la Chiesa non è riuscita ad affrontare con la giusta presa, sia quello dell’affettività” risponde Dario. “Ci ritroviamo ad agire nell’ebrezza di una fantomatica libertà di una sessualità senza vincoli, una libertà che si paga svalutando quanto realmente valiamo e quanto meritiamo. Una libertà solo apparente che ci lascia un vuoto che corriamo a riempire con altri vuoti. Molti degli argomenti che hai citato nella domanda precedente non si affronterebbero nemmeno se ci venisse insegnato il valore della vita, del corpo umano e del rispetto del prossimo”.

Forse è così. Ma chissà Gesù cosa farebbe, se tornasse qua tra noi. Vorrebbe discutere di aborto ed eutanasia oppure scaricare l’ultima stagione di Games of Thrones?

Martino Pinna