KLAUDYNA KAROLINA ZABLOCKA

Centro Democratico

Sono nata a Lodz, una città industriale della Polonia, dove mi sono diplomata al liceo classico. Sono arrivata in Italia nel 2003 per sposare un modenese. Ho cominciato subito a lavorare: prima in una lavanderia, poi in un’azienda meccanica come centralinista e traduttrice; in seguito per una grande azienda del settore ceramico, dove mi occupavo di rapporti commerciali con i clienti polacchi.
La proposta di candidarmi a Modena è arrivata da Matteo Riva, che è tra i soci del CERCAF. Credo che abbia notato la mia attitudine alle relazioni umane e una certa sensibilità verso i problemi dei cittadini. Ho accettato con entusiasmo, perché mi piacerebbe far conoscere la mia cultura, i polacchi che vivono a Modena e il loro lavoro, spesso umile e poco valorizzato. 
Mi sono sempre sentita a mio agio qui: sono cittadina dell’Unione Europea e credo nei suoi ideali, che ci hanno liberato dal Socialismo Reale. Nel mondo del lavoro però ho spesso incontrato diffidenza, dovuta al fatto che sono straniera. La gente fa più fatica a concederti la propria fiducia, se hai un nome che non riesce a pronunciare. E’ normale credo, il percorso di integrazione europea è ancora lungo, ma io ne sono una ferma sostenitrice.
Non ho mai ricevuto insulti razzisti perché sono bianca e perché sono una sportiva. Il razzismo è per me una cosa orribile: mia nonna Leokadia Zablocka venne deportata a Ravensbruck, dopo il Blitzkrieg del 1939, con il quale i nazisti si impossessarono della nostra nazione. E’ una ferita che porto nel cuore e che mi motiva a lottare perché fatti di questo tipo non possano accadere mai più. Modena è sempre stata una città aperta e lontana dal razzismo, ma oggi con la crisi economica la paura dello straniero è tornata. La gente ha perso potere economico e teme che gli stranieri possano rubare loro il reddito, l’assistenza pubblica e i posti di lavoro. Io li capisco, ma rispondo con le parole di un grande polacco, Karol Wojtyla: “Non abbiate paura”. I vostri nonni erano per lo più umili contadini, che con la loro intelligenza e operosità hanno saputo creare la grandezza di questo territorio. Noi polacchi di Modena amiamo questa città, ne sentiamo l’importanza e l’organizzazione. Siamo qui per lavorare, per aiutare le nostre famiglie lontane, come tanti modenesi fecero con umiltà nel passato.

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