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Nel cuore della notte, quando perfino in una metropoli come Milano diventa più complicato immergersi in fiumi di alcol, un servizio di pony express porta direttamente a domicilio tutto quello che serve per lubrificare la nottata.

Da alcuni anni a Milano sono attivi dei servizi notturni di consegna a domicilio di alcolici e snack nelle ore strategiche di chiusura dei locali. Si chiamano “taxi bar”, sono meno di una decina in tutta l’area metropolitana e lavorano dalle 22,00 alle 05,30, sette giorni su sette. Il motto di una delle aziende principali nel settore è “La notte è troppo bella per rimanere senza drink”. L’idea non è rivoluzionaria. Esistono servizi pony express di ogni genere da almeno una decina d’anni nelle grandi metropoli d’Europa e del mondo. “Ho vissuto all’estero, in una grande città in cui ad ogni ora del giorno e della notte era possibile trovare qualcosa da fare – dice un responsabile di Taxibar Milano, primo servizio delivery di questo genere nel capoluogo lombardo e in Italia – Con degli amici, abbiamo ripreso l’idea e aperto un’impresa nel dicembre del 2013, sfruttando il fatto che qui non ci fossero servizi di questo tipo”.

Photo credit: Shibuya 26:00 #2 via photopin (license)
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Il servizio di consegna notturno si svolge prevalentemente nelle ore in cui è vietata la somministrazione e la vendita di alcolici negli esercizi pubblici e nei bar: ovvero dalle 02 alle 06. “Il 70% dei nostri clienti ordina esclusivamente da bere”, confida l’imprenditore. A Milano non mancano i servizi notturni: dalle pizzerie ai locali di kebab, passando per le palestre, le lavanderie, le parafarmacie, le edicole e un supermercato Carrefour aperto 24/24 ore 7/7 giorni. Nelle ore notturne, come previsto dalla legge, il supermercato non è però autorizzato a vendere bevande alcoliche. E’ in questo quadro che si inserisce il business di consegna di alcolici che proprio perché “a domicilio” risponde a una legislazione più tollerante in materia di vendita di alcolici.

Quello che gli americani chiamano il 24/7 è arrivato tardi in Italia, rispetto al resto d’Europa. E in molte metropoli il servizio di consegna notturno a domicilio di alcolici è un’istituzione da diversi anni. Un po’ i sindacati, un po’ la nostra cultura della moderazione hanno ritardato lo sviluppo di un fenomeno già consolidato in altre realtà metropolitane: nella sola Parigi ci sono oltre 30 imprese che operano nel settore della facilitazione alla sbronza notturna in casa propria. Sono una ventina a Berlino, circa una dozzina a Bruxelles.

E’ vero che in Italia si preferisce chiacchierare all’infinito con un bel cono di gelato all’aperto, in piazza o al parco. Ma in città come Londra, Berlino o Bruxelles ci sono tre mesi di sole all’anno che riducono ogni scelta. Il destino di molte gite o semplici passeggiate si frantuma contro l’inclemenza meteorologica. La rudezza delle intemperie del nord, il grande freddo a cui non ci si abitua mai. Risultato e destinazione: di giorno il pub, la brasserie o il café (dove non si beve affatto caffé), di notte a casa, servito dai taxi bar.

E’ questa cultura della bruttezza e del vizio che all’Italia manca. Rispetto ad altri, siamo un popolo intrinsecamente salutista, baciato dal sole. Gente che preferisce l’espresso alla birra e che sceglie il parco o la piazza invece del pub fumoso dove si gioca a freccette, si beve alcol e si coltivano obesità e infarto.

Photo credit: CIMG6044 via photopin (license)
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“Almeno un 1/3 dei nostri clienti è straniero”, spiegano da Taxibar Milano, il cui sito è tradotto in inglese e in russo. “Il nostro rimane un servizio medio-alto. Abbiamo molti clienti russi che chiamano dai residence, dagli appartamenti di lusso e persino dalle suites d’albergo a cinque o sei stelle quando questi ultimi non riescono a garantire il servizio che offriamo noi”.

Il servizio funziona in modo semplice. Di solito la sede dell’azienda è un magazzino ben fornito e le chiamate giungono direttamente sul centralino. Un addetto coordina in seguito le consegne che avvengono nell’arco dei 30 minuti che seguono la chiamata. Il servizio copre l’intera area metropolitana e si estende ad alcuni comuni limitrofi.

In media i servizi di consegna di alcolici ricevono dalle 4 alle 10 chiamate a notte a seconda dei giorni della settimana e del periodo dell’anno:”Durante il week-end le ordinazioni registrano un aumento del 30%, durante le ultime feste di Natale addirittura del 40%”, precisano da Taxibar Milano.

Da un anno e mezzo a questa parte sono attivi poco meno di una decina di servizi di consegna notturna di bevande alcoliche e snack su Milano e parti dell’hinterland. Oltre agli alcolici alcuni portano a domicilio sigarette, medicinali e preservativi. Incontriamo Diego, un pony express nel settore delle consegne notturne universali.

Photo credit: CIMG2096 via photopin (license)
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“Prima di mezzanotte non chiama quasi nessuno. Verso le due riceviamo invece il picco di ordinazioni”, mi spiega il pony express. Diego ha 30 anni, è di origini pugliesi e dal 2014 gestisce le ordinazioni per un’impresa di consegne notturne di alcolici.

“Non si deve fraternizzare con i clienti, non c’e’ niente da condividere, sono quasi sempre persone viziate e con dei soldi da spendere”, sentenzia Diego. Il listino dei prezzi della sua azienda prevede un ordine minimo di 30 euro. Una bottiglia di vodka costa 40 euro, una bottiglia di vino rosso 25 euro e una birra piccola 5 euro. La sede dell’attività è un magazzino nei pressi dell’ippodromo di San Siro. Al centro del capannone c’e’ un divano nero con davanti un televisore, un tavolino e un portacenere sopra.

Verso l’una le chiamate cominciano ad arrivare sul cellulare di Diego. “Non ci si deve far coinvolgere dai clienti. Talvolta, presi dall’euforia della notte, ti invitano a restare ai loro festini. In tutti i casi dopo aver incassato, fai un bel sorriso, saluti tutti e te ne vai”. Il requisito minimo per essere assunto come pony express del servizio notturno è il possesso della patente e una conoscenza minima del territorio. Nel periodo di formazione iniziale viene insegnato ai fattorini a “non sollevare nessuna controversia con i clienti”, dice.

Photo credit: fourteen. via photopin (license)
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Mi spiega che all’inizio il proprietario del servizio aveva cercato di imporre ai dipendenti il porto di una divisa bianca e di un cappello da chef. “E’ durata forse una settimana poi nessuno le portava più, i clienti stessi ci ridevano in faccia: loro mica chiamano per ordinare delicatessen, la gente che ci contatta vuole bere, e bere pesante fino all’alba”.

Il servizio chiude alle 05,30 quando aprono i primi forni. Le ordinazioni provengono quasi tutte dal centro. “Almeno una volta a notte ricevo ordinazioni da stranieri con accento dell’est e con l’appartamento in centro. Ordinano di solito champagne e whisky. Si tratta quasi sempre di ricchi malvissuti dell’est Europa di 50-60 anni, con almeno due donne al seguito”. Diego precisa che “sul lavoro non c’e’ posto per i moralismi”, vige al contrario una certa sospensione del giudizio:“L’importante è consegnare le bottiglie, incassare i soldi e alzare i tacchi in fretta”, aggiunge.

Photo credit: CIMG8693 (Large) via photopin (license)
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Le situazioni più frequenti sono anche quelle potenzialmente più critiche. “Sono le feste dei giovani, non i festini dei vecchi che comunque conoscono le regole della notte – afferma Diego – Spesso siamo accolti con eccessivo entusiasmo quando portiamo da bere nelle case dei giovani. Non sei il fattorino della pizza ma quello dell’alcol: sei come l’idolo del momento, quello che risolve e lubrifica le relazioni interpersonali rimaste in sospeso – racconta Diego – Ma ricordo almeno un paio di situazioni sordide se non sinistre con degli studenti”.

Una notte di fine dicembre, con il centro storico deserto e il vento che spazzava via le strade della città, Diego ricevette un’ordinazione da un palazzo nobiliare in zona Sempione. “Salgo le scale. E’ al secondo piano. Arrivato al primo piano sento un urlo di donna, mi fermo un secondo, poi continuo la salita. Ad ogni scalino che salgo le voci e i rumori cominciano a farsi meno indistinti. Attraverso ancora due corridoi stretti e corti. Nell’ultimo corridoio c’è un gatto steso per terra. “Micio, micio”, faccio abbassandomi su di lui per accarezzarlo. La bestia non si muove, la tocco con la punta della scarpa, nessuna reazione: il gatto era morto”.

Photo credit: CIMG1929 via photopin (license)
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Giunto davanti all’abitazione, Diego non è più sicuro di voler terminare la consegna ma trova la porta spalancata. “Era l’appartamento di un gruppo di studenti universitari, c’erano palloncini blu ovunque, poster di eroi rivoluzionari sui muri e dalle casse dell’amplificatore usciva fuori una sorta di death metal industriale”. In un angolo del lungo corridoio che separa il salotto dalle stanze degli studenti, buttata sopra di un materasso, giaceva una ragazza con la bocca semi aperta. “Sembrava dormire profondamente – ricorda – e aveva un filo di saliva che le colava sul petto”.

Preso atto della totale indifferenza dei presenti, lasciando l’edificio, Diego chiamò il 118. “Era un caso estremo, c’era una ragazza che sembrava in pericolo, di solito la notte scorre tranquilla senza dover fare l’eroe”.

Succede però di incontrare un’umanità varia, fuori dalle categorie ordinarie. Recentemente, Diego si è trovato a portare alcolici alla coppia più insolita a cui avesse mai servito da bere:“Un nano biondo, abbronzato e muscoloso in coppia con una giovane transessuale mulatta sudamericana“, precisa Diego. “Arrivai a casa loro una notte intorno alle 04. C’era un’atmosfera morbosa, una vecchia canzone tedesca simile ad un inno militare suonava in sottofondo, le pareti dell’appartamento erano di colore rosso-pompeiano, sopra di esse c’erano dei disegni di priapi e fauni in atti privati. Sul muro c’erano anche delle svastiche gialle”. Era l’alcova di un nano nazista bisessuale, una tipologia umana di cui Diego ignorava l’esistenza, una combinazione così improbabile da non sembrare vera. “Dopo aver consegnato champagne e whisky, il nano mi invitò a restare. Mi chiese se fossi a conoscenza degli esperimenti che Hitler aveva fatto sui nani negli anni ’40. Voleva solo parlare, probabilmente”.

Photo credit: saturday2 via photopin (license)
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Dopo aver servito i clienti Diego risale in macchina e torna al magazzino. Fra una chiamata e l’altra non medita sulle “sliding doors” del destino né si interroga sulle stranezze delle “vite degli altri” che incrocia. Si beve una birra, invece, e si fa una canna. Guarda il televisore steso sul divano prima di ripartire per una nuova ordinazione, schizzando con la sua Fiat Punto bianca nella notte per servire un nuovo cliente e invadere per un attimo la sua dimensione più intima.

Secondo uno dei gestori di Taxibar Milano, una delle principali aziende del settore, il servizio nasce come delivery notturno “per servire tutti coloro che non possono usufruire, nella propria quotidianità, delle attività commerciali convenzionali aperte di giorno. Non mancano infatti fra i nostri clienti avvocati, manager e grandi professionisti che lavorano la notte, con dei particolari ritmi e stili di vita”.

Sarà così ma nella sua esperienza di fattorino Diego ha raramente servito grandi avvocati a corto di bourbon e sigari. Le ordinazioni più comuni sono il whisky e il rum, seguono le birre e il vino, e infine lo champagne che, a 100 euro a bottiglia, è ordinato in prevalenza dai clienti più anziani e facoltosi. Lo zoccolo duro dei clienti di Diego è composto da giovani, studenti o professionisti dai 25 ai 40 anni, seguono poi i ricchi stranieri superanti la mezza età e i turisti, infine alcuni rari clienti fissi costretti a casa per disabilità motorie.
Oltre a queste categorie, c’è virtualmente tutta l’umanità con i suoi infiniti incroci: c’è chi nasconde e pianifica avventure sessuali promiscue, chi vive paradossi porno-nazisti, chi invece è giovane e ricco a Milano e al posto di lanciare sassi dal cavalcavia improvvisa festini selvaggi fuori orario o chi ancora decide semplicemente di “andare fino in fondo” per quella notte chiedendo a se stesso di superarsi.

Gaetano Gasparini

Immagine di copertina, photo credit: Final via photopin (license).