L’unica realtà è la verità del pulp

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Un caso da manuale quello della finta lettera (di vero marketing croosmediale) di un finto marito tradito, pubblicata a tutta pagina – la 24 – sul Corriere della Sera di oggi. E’ ormai praticamente acclarato che si tratti del lancio pubblicitario di una trasmissione di Real Time, Alta Infedeltà, in onda dal 16 marzo prossimo. Per chi si è inventato l’iniziativa convinto di riuscire a innescare un meccanismo virale, mai sicuro per le pensate a tavolino, mission accomplished al 100%. La finta lettera gira da una bacheca all’altra su Facebook e viene commentata da decine di migliaia di persone come fosse vera. A Real Time si staranno sfregando le mani in questo momento. Ma al di là del successo di un’ottima operazione di marketing, sono almeno un altro paio le considerazioni che meritano di esser fatte.

lettera

Prima considerazione. La stampa su carta è ancora percepita come autorevole. Nonostante tutto. Data per morta un giorno sì e l’altro anche, si dimostra invece in grado di attingere alla forza d’inerzia di un’autorevolezza accreditatale in virtù dell’antica massima “verba volant, scripta manent“. E anche se è vero che pure su Internet tutto rimane (anzi, molto più a lungo di quanto ciò sia vero per la carta stampata), il livello complessivo di attendibilità della rete è percepito come basso, quando non nullo.

Internet resta il luogo in cui le parole “volano” e in sostanza ognuno racconta quel che gli pare. Insomma, il valore di marchi storici (nello specifico di oggi, il Corriere) e quel po’ di “sindrome materica” che ognuno di noi conserva dentro di sé (è vero ciò che si tocca, e la carta, appunto, si tocca) hanno ancora il loro bel peso per accalappiar lettori, perfino di fronte a una pagina a pagamento. Per inciso, anche se il dato che siamo riusciti a trovare risale a più di dieci anni fa, un’inserzione a tutta pagina sul Corriere costa più di 100 mila euro. Fosse stata vera la lettera del marito tradito, lo si sarebbe potuto traquillamente definire oltre che cornuto, pure mazziato.

Seconda considerazione. E’ vero: l’influenza della stampa è ancora alta/altissima e in grado di fare opinione e creare consenso. Perfino quando il messaggio trasmesso riporta a chiare lettere trattarsi di “avviso a pagamento”. Mentre scriviamo, anche se da più parti si segnala ormai chiaramente che la lettera è falsa – dopo che nel corso della mattinata moltissime testate online e diverse agenzie l’hanno rilanciata senza alcun approfondimento a riguardo – migliaia di persone continuano a commentarla come fosse vera. E probabilmente, per molti, tale rimarrà anche in futuro.

Il che porta alla seconda considerazione: che tipo di informazioni la carta stampata, e la stampa in generale, riesce ancora a trasmettere raggiungendo via web una quantità tale di persone da farle diventare “opinione comune”? La risposta è semplice: quelle con un tasso più o meno elevato di contenuto pulp. Che si tratti del finto ex marito cornuto (variante pecoreccia), o delle favole più truci che a getto continuo la stampa italiana inventa sull’Isis o sulla Corea del Nord, poco cambia. In tutti i casi, bene non siamo messi. Sia su carta che sul web.

Leggi anche: L’arte italiana di inventarsi le notizie.

Aggiornamento del 14 marzo. Per i tanti che ancora ne discutono e credono alla veridicità della lettera, è arrivata la risposta di Lucia (non sul Corriere, privata)

Lucia