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A guardare la bella confezione uno si aspetta di trovarci dentro dei dolci, o qualche cioccolatino. E invece no: è cacca. Qualche cliente di Eataly, a Milano, è rimasto interdetto trovando dei barattoli di “Real Shit” (Vera Merda) tra gli scaffali del noto magazzino di alimentari super chic. E’ uno scherzo? E’ la domanda che si sono fatti in molti.

Guardando poi il sito di Real Shit il sospetto che si tratti di uno scherzo si fa più grande: pagine eleganti, stilose, dal forte impatto grafico e dai testi brevi ma ironici e coinvolgenti. Non sembra il sito di un’azienda che produce letame. Ad esempio il video che mostra la preparazione del prodotto si trova su Vimeo, notoriamente più cool, e non su Youtube, troppo di massa. Un dettaglio? Certo, ma come sappiamo il diavolo si nasconde proprio là, nei dettagli.

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Per capire qualcosa di più abbiamo parlato con uno dei tre diavoli in questione: si chiama Federico, ha 32 anni, lavora nel mondo della comunicazione e definisce il progetto Real Shit “fortemente ideologico”.

Federico viene da da Offagna, piccolo comune delle Marche noto per le vigne.

“Io sono nato e cresciuto in campagna e, anche se ora non vivo più circondato da verde e animali, quelle esperienze me le porto dentro” spiega. “Accanto alla passione per la campagna c’è la passione per la comunicazione che condivido con gli altri amici fondatori. Un giorno abbiamo capito che c’era una storia molto bella che valeva la pena raccontare. La storia del letame e del suo ruolo nella cultura contadina. Ci sembrava paradossale che lo stesso prodotto venisse considerato “oro nero” in un contesto culturale ed ignorato totalmente in un altro contesto. Il nostro obiettivo non era tanto vendere il letame, ma diffondere un certo tipo di consapevolezza”.

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Per comprendere il senso di questa affermazione approfondiamo meglio il prodotto: letame, cacca, o merda se preferite essere diretti. Si tratta proprio di quello. Non è un prodotto di nicchia, anzi: il letame è vendutissimo come concime in ambito agricolo ma anche casalingo, per chi ha piccoli giardini o qualche pianta sul balcone di casa. E’ proprio a quest’ultimo target che sembrano rivolgersi quelli di Real Shit. Difficile infatti che un contadino entri in un negozio Eataly e acquisti un barattolo del loro prodotto: 750grammi costano 8,90 euro. Cioè molto.

Il letame in campagna spesso è possibile trovarlo gratis: chi ha animali, se non lo usa per il proprio terreno, è ben contento di regalarlo o venderlo a poco ai contadini vicini. Se si compra, il costo varia in base al tipo e alla qualità (indicata dai valori NPK, cioè di azoto, fosforo e potassio). Uno dei più cari è il guano di pipistrello, proveniente dall’Indonesia e considerato uno dei migliori fertilizzanti. Un sacco di letame bovino da 20kg può costare 18 euro: cioè meno di un euro al chilo. Ovviamente all’aumentare della quantità diminuisce il prezzo.

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Un barattolo di Real Shit invece costa 8,90 per meno di un chilo. Ma quello che si sta vendendo non è solo il prodotto (comunque di qualità, garantiscono) ma è sopratutto la scatola, cioè “la storia” come la chiama Federico utilizzando un termine oggi molto diffuso nel marketing. Dare l’idea al consumatore di Eataly che non sta comprando della semplice cacca, ma della cacca di grandissima qualità e con background culturale che rende il suo profumo molto accattivante. Da non perdere, a proposito, il Dirtyfesto di Real Shit.

Prima domanda: perché non chiamarla Vera Merda, in italiano?

Abbiamo scelto un nome inglese perchè il nostro progetto ideologico si rivolge a un pubblico internazionale. L’abbiamo chiamata per quello che è: 100% letame. Nessun gioco di parole, nessuno tranello pubblicitario.

Vedo che si parlava di voi già nel 2013 ma ad oggi nel sito non è ancora possibile acquistare il prodotto. Come mai?

Dal 2013 ad oggi abbiamo perfezionato il nostro prodotto sia in termini di packaging (sembra scontato ma ti assicuro che non è stato uno scherzo trovare barattoli di cartone adeguati all’utilizzo che ne dovevamo fare) che in termini di materia prima (abbiamo cercato di ottenere un prodotto qualitativamente impeccabile). Da poco ci siamo lanciati nel mercato e stiamo già ricevendo parecchie richieste da tutto il mondo, soprattutto in seguito alla pubblicazione di alcuni importanti articoli su testate internazionali. Al momento si può comprare da Eataly Smeraldo a Milano.

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Pensate di fare confezioni più grandi? E quanti animali vengono utilizzati per la produzione?

La confezione attuale è di 750g ed è sufficiente per concimare circa 8 vasi del diametro di 20 cm. In futuro potremmo pensare ad altri formati. È difficile dare dei numeri sulle mucche (perché è di mucche che si tratta e non di cavalli: il sito è in fase di aggiornamento) e le galline che producono Real Shit.

Fate un controllo di qualità del prodotto? Come viene fatto?

Il controllo di qualità del prodotto viene effettuato in tutte le fasi di produzione: dal reperimento della materia prima, al trasporto fino al processo di maturazione. Il letame proviene esclusivamente da allevamenti che rispettano le norme sul benessere animale: gli animali hanno accesso alla luce naturale e dispongono di spazio per muoversi liberamente. Real Shit viene prodotto nel rispetto dell’antica tradizione contadina dei “cumuli di letame” secondo la quale il letame veniva fatto maturare ribaltandolo costantemente per nove mesi in modo da favorire il naturale processo di fermentazione ed umificazione naturale. Questo processo conferisce al prodotto una ridotta percentuale di cellulosa e di lignina ed abbatte la carica batterica ed i semi infestanti. Non usiamo forni ad aria calda per essiccare il letame e non mescoliamo i letami con altre sostanze chimiche. I controlli di qualità vengono effettuati da dei laboratori esterni che prelevano senza preavviso campioni di prodotto e lo testano nei loro laboratori.

E’ evidente che avete pensato molto bene la comunicazione del prodotto: ma non c’è il rischio che la gente pensi che sia uno scherzo e non lo acquisti? Insomma che pensi a una provocazione come quella della merda d’artista di Manzoni

Abbiamo cercato di raccontare la storia del letame nel modo più verosimile possibile. Potrà sembrare una sciocchezza ma c’è una cultura immensa dietro al letame, ci piacerebbe riscoprirla, ci piacerebbe che anche chi vive in città possa avere accesso a quel mondo di valori, oltre che a quel prodotto. Ma ripeto, il barattolo è solo la chiave di accesso ad un mondo, un pretesto. Noi stessi, invitiamo i consumatori ad andare in campagna a scoprire con i loro occhi come si maturano i cumuli di letame. Per sostenere questo obiettivo abbiamo in mente un progetto non profit. Ci piacerebbe sviluppare un network che metta in contatto allevatori che producono letame di qualità e urban farmes in modo da facilitare l’incontro e lo scambio di racconti … e Real Shit.