EXTRA – Quando in tv non si poteva parlare di mutande o lassativi

Salomone Pirata PasticcioneLa tv di oggi è molto diversa da quella dell’epoca di Carosello. Molte parole erano vietate e guai a scherzare sulle glorie italiche.

In questo divertente aneddoto raccontato da Guido De Maria – uno dei più noti carosellari del tempo, come abbiamo visto nel nostro reportage dedicato a Paul Campani e il Carosello – scopriamo come, oltre alla creatività necessaria per inventare personaggi, storie e canzoni che riuscissero a imprimersi nella memoria degli spettatori/consumatori, per lavorare in Rai fosse necessaria anche una notevole dote di adattamento.

“Non si poteva dire mutanda, e guai a parlare di lassativi!” ricorda De Maria, che nel video racconta la genesi di un carosello famosissimo, che subì però varie modifiche e riadattamenti – da Manzoni al Padrino – fino a trovare la sua forma finale in un modo decisamente imprevedibile, soprattutto per quell’epoca. (m.p.)

In copertina: una rielaborazione grafica di una tavola con Stanislao Moulinsky, il nemico di Nick Carter, protagonisti dei fumetti per la tv ideati da Guido De Maria e Bonvi e andati in onda negli anni ’70 nella trasmissione “Gulp! I fumetti in tv” 

 

 

Da Carosello a Super Gulp in mostra. Perché non farci un museo?

Abbiamo recuperato le vecchie glorie del disegno modenese per una mostra che racconta da Carosello a Supergulp. Sotto la Ghirlandina sono nati alcuni tra i protagonisti del fumetto e dell’animazione italiana, è incredibile che il Comune non abbia mai pesato di dedicare loro uno spazio“. Andrea Losavio, della galleria D406 – fedeli alla linea, presenta la sua esposizione con una punta di polemica mentre appende alle pareti gli ultimi disegni: “Qui a Modena abbiamo avuto la Paul film e poi quattro studi importantissimi con nomi come Paul Campani, Guido de Maria, Bonvi, Secondo Bignardi e Renato Berselli. Possibile che non si riesca a tenere insieme questo pezzo di storia?“.

Leggi tutto “Da Carosello a Super Gulp in mostra. Perché non farci un museo?”

I corti a colori della Paul Film

Alla Paul Film di Modena – la casa di produzione di Paul Campani (vedi reportage) – non si facevano solo corti di animazione in bianco e nero per Carosello, ma anche corti a colori più sperimentali, di solito destinati al cinema. Ecco tre esempi: l’avanguardistico “Pasta Corticella” del 1967, l’elegante e raffinato “L’elettronica” del 1959 e “Montana” del 1965, mirabile esempio di stop-motion.

Vai al reportage dedicato alla Paul Film: Paul Campani, il manovratore di sogni che Walt Disney voleva con sé in America

Paul Campani, l’incredibile storia del Walt Disney italiano

Tra gli anni Cinquanta e i Settanta del Novecento a Modena c’era la Paul film, casa di produzione per animazione e pubblicità dove, grazie al genio e alla matita del suo fondatore, Paolo Campani in arte Paul, sono nati personaggi come l’Omino coi baffi e Miguel. Erano gli anni del Carosello e in Emilia c’era un gran fermento grazie ad artisti come Secondo Bignardi, Max Massimino Garnier, Guido de Maria e Bonvi. Poi la Rai spense la famosa trasmissione serale e anche il sogno di Paul – che voleva far vivere il cartone animato italiano – andò in pezzi.

di Anna Ferri e Martino Pinna

Leggi tutto “Paul Campani, l’incredibile storia del Walt Disney italiano”

Storia di Paul, papà del Carosello

La leggenda racconta che Paul Campani, parlando con il Cavalier Alfonso Bialetti che voleva realizzare alcuni spot per il Carosello, prese la matita in mano e ne fece una caricatura trasformandolo in quell’Omino coi baffi che troneggia, ancora oggi, sulle caffettiere.

Paolo Campani, in arte Paul.
Paolo Campani, in arte Paul. Cortesia Fondo Eredi Campani.

Erano gli anni Cinquanta e la Paul Film di Modena era la casa di produzione più importante d’Europa. Paul che fin da giovanissimo disegnava fumetti sognava di fare il cartone animato italiano. Fu lui a produrre alcuni dei primi lungometraggi animati e fu sempre lui a inserire musiche originali di autori famosi dentro la pubblicità. Dagli studi della Paul film passarono tutti: dal jazzista Luis Armstrong allo scrittore Giovannino Guareschi.

Louis Armstrong gira uno spot alla Paul Film. Cortesia  Fondo Eredi Campani.
Louis Armstrong gira uno spot alla Paul Film. Cortesia Fondo Eredi Campani.

Campani trascorreva le sue giornate in piedi al tavolo da lavoro a disegnare, ma mentre lui creava nuovi fantastici mondi la società fuori dalla sua porta cambiava velocemente: i suoi collaboratori spiccavano il volo, la pubblicità esplodeva e nascevano le agenzie, che avrebbero modificato per sempre il rapporto con i clienti. Per Paul, tanto geniale quanto complicato, fu impossibile tenere insieme tutti i pezzi. Nel 1977 era da solo a guardare le ruspe distruggere mattone dopo mattone il suo sogno.

(Anna Ferri)

La storia di Paul Campani e degli anni del Carosello in esclusiva su Converso lunedì 8 settembre.

Si gira uno spot alla Paul Film.
Si gira uno spot alla Paul Film. Cortesia Fondo Eredi Campani.

Una ballata di pianura padana

Negli anni ’70 Hugo Pratt fu spesso in Emilia per realizzare le versioni animate di alcune tra le più celebri storie di Corto Maltese insieme ad uno dei maestri dell’animazione italiana, Secondo Bignardi, allora titolare dello Studio Bignardi di Modena e, in precedenza, socio di Paolo Campani della leggendaria Paul film (sempre di Modena) – oggetto di uno dei reportage di Converso in uscita a settembre – che ha fatto la storia del Carosello e del disegno animato nel nostro Paese.

Nel video, il figlio di Secondo, Fabio, rievoca quella straordinaria collaborazione.


Le quattro storie realizzate tra il 1972 e il 1977 da Pratt e Bignardi di cui si parla nel video, sono visualizzabili integralmente sul sito www.bignardi.it. (dl)

Immagine tratta dal corto "Sogno di un mattino di mezzo inverno". Cortesia di Fabio e Giacomo Bignardi. www.bignardi.it
Immagine tratta dal corto “Sogno di un mattino di mezzo inverno”. Cortesia di Fabio e Giacomo Bignardi. www.bignardi.it

 

Aggiornamento 8/09/2014. Leggi il reportage sulla Paul Film: “Paul Campani, il manovratore di sogni che Walt Disney voleva con sé in America“.