Quando gli architetti puntano troppo in alto: il caso del cimitero grattacielo

Il progetto di un cimitero alto 34 piani proposto dalla misteriosa Cielo Infinito Srl. L’architetto Gianni Braghieri: “Andrebbe bene a Dubai”

A volte l’architettura punta in alto, molto in alto. E’ sempre successo: pensiamo alla biblica torre di Babele o agli odierni deliri di Dubai. A Verona in queste settimane si discute molto di una proposta di un cimitero grattacielo, ovvero un cimitero privato che si sviluppa in verticale, per ben 100 metri, in 34 piani che dovrebbero contenere 60mila salme, con tanto di bar e ristorante, un po’ come un centro commerciale.

Il progetto della Cielo Infinito Srl, è stato presentato dai suoi autori Pier Luigi Lanza e Riccardo Manfrin in questo modo: “Una struttura moderna e confortevole, di design innovativo, ma allo stesso tempo semplice e snella nella sua organizzazione a torre: la verticalizzazione sembra incarnare l’idea dell’ascesa verso il cielo e nello stesso tempo costituirebbe la risoluzione al problema della qualità e quantità delle superfici disponibili”.

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Se la discussione, sul piano politico, è ancora in corso, a noi ha colpito l’idea architettonica di un cimitero che si sviluppa in verticale, come un moderno mega-condominio. Abbiamo chiesto a Gianni Braghieri, architetto e co-autore del cimitero Aldo Rossi di Modena, cosa ne pensasse.

“Il progetto di Verona è esattamente il contrario di ciò che penso dell’architettura” ha risposto l’architetto. “Uno spazio di memoria e di raccoglimento come un cimitero non può occupare uno stupido grattacielo di ferro e vetro. Quel cimitero di Verona andrebbe bene negli Emirati arabi, per esempio a Dubai. Penso anche che un’opera pubblica come un cimitero non possa essere privata”.

Alle critiche di chi si oppone al progetto, il sindaco Flavio Tosi ha risposto che la Cielo Infinito srl paga 15 volte in più delle altre società che avrebbero voluto acquisire la stessa area. Cioè 11 milioni di euro, che farebbero quadrare il bilancio dell’amministrazione comunale.

Lo stesso progetto di cimitero verticale era stato presentato nel 2011 a Milano. La Cielo Infinito Srl risulta un’attività di “ristorazione con somministrazione” con sede a Milano e – secondo i consiglieri comunali del PD – con sede legale in Austria e un socio unico, Skifin Gmbh, di cui non si trovano informazioni.

Extra – “Anch’io ho sciato nel deserto”

Ogni volta che si “chiude” un reportage, il materiale scartato per mantenere in dimensioni accettabili un articolo, un video o una sequenza fotografica, risulta naturalmente moltissimo. Una scelta giornalistica spesso dolorosa, perché a volte vengono tagliati spunti di riflessione davvero interessanti. Come quelli che propone in questo breve spezzone l’architetto Gianni Braghieri, co-autore insieme ad Aldo Rossi del progetto per il cimitero di Modena che abbiamo raccontato nel servizio “La realtà della morte“.

La sezione “Extra” di Converso raccoglierà appunto gli “scarti” dei nostri reportage.  In questo video, Braghieri parla a ruota libera della città del deserto, Dubai,  come metafora della pazzia dell’epoca contemporanea.

 

La realtà della morte

Da millenni filosofie e religioni si interrogano su cosa accade dopo la morte e offrono consolazioni a chi resta. Ma l’unica certezza raggiunta sul “dopo” è una (quasi) perfetta macchina organizzativa che gestisce la fase finale delle nostre esistenze. Ecco cosa ci succede una volta esalato l’ultimo respiro, in pratica.

di Martino Pinna

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