Come muoiono i giovani in Italia: incidenti e suicidi

Ieri l’Istat ha pubblicato un documentato con numerosi dati sulle cause di morte in Italia negli ultimi anni. Noi avevamo dedicato all’argomento della morte il reportage La realtà della morte.

Dei dati Istati un dato che ci ha colpito è quello sulle cause più frequenti di morte nella fascia 15-24 anni. Al primo posto accidenti di trasporto, al secondo suicidio, al terzo e quarto malattie del cuore e leucemia.

LE CAUSE DI MORTE PIÙ FREQUENTI PER GENERE E CLASSE DI ETA’ IN ITALIA NEL 2012. FASCIA 15-24 ANNI

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Fonte: Istat

Il giorno dei morti

In diverse parti del mondo il 2 novembre è dedicato alla commemorazione dei defunti. In Messico si chiama Día de los Muertos, ed è una specie di festoso carnevale dedicato alla morte. In Italia si usa visitare i cimiteri, mettere dei fiori sulle tombe dei propri parenti morti e, in alcune regioni, preparare i cosiddetti “dolci dei morti”.

Alla morte e al luogo dove vengono sepolti i corpi, il cimitero, abbiamo dedicato un intero reportage, La realtà della morte. Dove, fra le altre cose, abbiamo raccontato come il 2 novembre sia l’unico giorno in cui la maggior parte delle persone compra fiori freschi, dato che il resto dell’anno i fiori finti hanno ormai superati da tempo quelli veri, perché più economici e duraturi.

Qui invece pubblichiamo delle straordinarie fotografie che documentano la commemorazione dei defunti a Nule, un piccolo paese della Sardegna, nel 1965. All’epoca delle fotografie Nule aveva circa 2mila abitanti, ma in cimitero sembrano esserci solo donne, tutte rigorosamente  vestite di nero. L’unico uomo presente è un sacerdote con i chierichetti. Gli scatti sono della danese Ruth Bentzon, che visse in Sardegna con suo marito, l’antropologo ed etnomusicologo Andreas Fridolin Weis Bentzon, morto a soli 35 anni.

Visita delle donne al cimitero

Giorno dei morti Visita delle donne al cimitero

Visita delle donne al cimitero  1

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Sempre il 2 novembre, il giorno della commemorazione dei defunti, le donne preparavano il pane per poi spartirlo. Nell’ultimo scatto un abitante di Nule nel 1965.

Donne che biscottano il pane 0

Donne che biscottano il pane

Donne che spartiscono il pane

Giorno dei morti pane per i chierichetti

Il padre di Paolo Masala a Brassamo

Le immagini vengono dal Fondo Bentzon, donato dall’Università di Copenaghen all’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Regione Sardegna, e sono disponibili su Sardegna Digital Library.

Martino Pinna

Ercole a guardia dei cimiteri

di Anna Ferri

Quando appoggia pennello e colore, il Cavalier Ercole Toni, non smette certo di presidiare la città per renderla più sicura. Il nostro eroe indossa il giubbotto giallo e si dirige verso i cimiteri di Modena e provincia, per proteggere le persone che si recano a salutare i propri cari defunti e che spesso trovano malintenzionati disposti a tutto per rubare pochi euro. I turni a guardia dei cimiteri, infatti, nascono per garantire la sicurezza di chi li frequenta, soprattutto gli anziani. Spesso tra tombe e statue si trovano persone che spacciano, nascondo la droga o dormono nei loculi vuoti.

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“Una volta abbiamo visto due signori vestiti bene in un’area vuota del cimitero di San Cataldo, li abbiamo raggiunti per chiedere spiegazioni e loro ci hanno detto che erano lì per cercare un posto per dormire perché erano in difficoltà. Giorni dopo abbiamo trovato le tracce: cartoni usati e strisciate dentro i loculi. In provincia mettono le rondelle nelle fotocellule per non far chiudere i cancelli. Una volta ho trovato uno che faceva il bagno nella fontana. Gli ho detto che se voleva riempire una bottiglia d’acqua per bere andava bene ma lavarsi proprio no”.

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Purtroppo capitano ancora delle aggressioni, signore anziane che vanno a far visita ai cari defunti e vengono picchiate per la borsa o per pochi euro. Il Cavalier Toni racconta che una volta era tornato da poco da un turno di servizio al cimitero di San Cataldo quando ha ricevuto una chiamata dove gli spiegavano che una signora era stata aggredita e lui si rende conto che parlano dell’anziana che aveva salutato poco prima di tornare a casa. Il giorno dopo si precipita all’ospedale per vedere come sta e a sentire cosa era successo: l’anziana si era attardata e due ragazzi l’avevano raggiunta e picchiata brutalmente per rubarle la borsa. Poi è svenuta e nel frattempo il cimitero è stato chiuso: “Quando si è svegliata si è dovuta trascinare tra le tombe fino all’ingresso per chiedere aiuto e finalmente sono venuti a liberarla”.

Per sicurezza, infatti, i volontari girano in coppia, tranne uno: Ercole, che qualche volta si è fatto chiudere di notte dentro il cimitero per scovare gli intrusi. Lo dice con una punta di soddisfazione ma senza voler fare l’eroe confessa che i morti non fanno paura, ma i vivi sì. Anche se capitano scene da film horror, come quella volta che c’era brutto tempo, il campo pieno di fango e una signora lo chiamò perché c’era un oggetto strano nell’erba. Da lontano sembrava un cuscino e subito pensarono a qualcuno che aveva dormito lì. La signora però insisteva, così Ercole si tirò su i pantaloni puliti e si avvicinò per controllare. Quello che trovò fu abbastanza raccapricciante: il busto di un cadavere probabilmente caduto dopo una riesumazione. Lo coprì con la sua giacca e tornò dalla signora rassicurandola che si trattava davvero di un cuscino. “Quando sento l’odore dolciastro della decomposizione cerco le casse scoppiate come se fossi un cane da caccia – racconta – Una volta ho sorpreso una signora che stava pulendo del liquido dal pavimento pensando fosse acqua. Le ho detto di smettere subito e l’ho spedita dal fioraio a lavarsi con il disinfettante perché in realtà era la decomposizione di un cadavere”.

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I volontari però non sono lì solo per presidiare i cimiteri o per evitare spiacevoli incidenti, ma anche per portare conforto alle persone che li frequentano, spesso anziane e sole: “Dico sempre ai miei colleghi: quando siete lì e vedete persone che hanno la faccia triste o gli occhi lucidi, cercate di scambiare due parole. Se sono giù di morale portatele fuori alla luce che fa passare la malinconia”. Lo dice con quel tono calmo di chi ha trasformato gli anni in esperienza e sa come vanno prese le cose della vita. Certo, non ci sono solo i cimiteri da presidiare. Ercole si alza in piedi e ci mostra una mappa della città con delle puntine colorate nei punti chiave del degrado e del crimine. Dice che non è aggiornata e infatti è mezza coperta da un enorme contenitore per la carta. Lo guardiamo e pensiamo che in fondo, il Cavalier Ercole Toni, è come un Batman molto meno tecnologico che nonostante l’età continua a vegliare sulla sicurezza della città.

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Le foto del cimitero sono di Martino Pinna

La realtà della morte

Da millenni filosofie e religioni si interrogano su cosa accade dopo la morte e offrono consolazioni a chi resta. Ma l’unica certezza raggiunta sul “dopo” è una (quasi) perfetta macchina organizzativa che gestisce la fase finale delle nostre esistenze. Ecco cosa ci succede una volta esalato l’ultimo respiro, in pratica.

di Martino Pinna

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Cosa succede dopo la morte?

Religioni e filosofie hanno dato varie risposte, ma cosa succede veramente? Ne parliamo lunedì nel reportage “La realtà della morte”, dove raccontiamo anche la storia del cimitero Aldo Rossi, considerato in tutto il mondo un capolavoro di architettura, e del perché ai modenesi non piace.

Un estratto del reportage: Leggi tutto “Cosa succede dopo la morte?”