Giusto vietare il velo integrale? Sì, secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo

Rayan, una delle giovani musulmane d’Italia intervistate per il reportage “Il velo di Dio“, è convinta che “l’Europa, da sempre, abbia cercato di omologare credi e culture”.

Una convinzione che le si sarà probabilmente rafforzata dopo che oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo, pur con alcune riserve, ha bocciato il ricorso presentato contro la legge entrata in vigore in Francia tre anni fa che vieta di indossare nei luoghi pubblici veli integrali come burqa e niqab.

A fare ricorso era stata una giovane musulmana francese che si era appellata all’articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata), all’articolo 9 (diritto alla libertà di pensiero e di religione) e all’articolo 14 (diritto a non essere discriminati) della Convezione europea dei diritti dell’uomo.

La decisione della Corte viene condannata da Amnesty International, perché “rappresenta un passo indietro al diritto di libertà di espressione e religione, e fa passare il messaggio che le donne non possono esprimere pubblicamente il proprio credo religioso”.

 

Il velo di Dio

Perché molte donne musulmane portano il velo? Per Hayette e Rayan, italiane musulmane, perché Dio lo vuole. E’ scritto nel Corano. La loro è una scelta consapevole che è anche il simbolo di un’identità a cavallo tra due culture. Ma non in tutto il mondo è così: in diversi Paesi il velo è utilizzato come uno degli strumenti di sottomissione al potere.

di Anna Ferri, Davide Lombardi, Antonio Tomeo.

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