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Se c’è uno che a un certo punto ha deciso di entrare a piedi uniti in quel cono d’ombra in cui realtà e illusione si mischiano, cercando in fondo di ricondurre a “uno” la schizofrenia che esiste tra molti grandi attori e i propri personaggi, quello è Mickey Rourke. Uno che ha progressivamente fatto scivolare la finzione propria dello Show Business nella realtà del Freak Show (dell’argomento, abbiamo parlato diffusamente qui). A partire dalla sua faccia che ha trasformato – e diciamolo, anche orrendamente deturpato – nella maschera del se stesso che fu. Abbandonato da tempo il frame del seduttore di “Nove settimane e mezzo”, il film più celebre della prima parte della sua carriera, oggi interpreta anche fuori dal set il ruolo di Robin ‘Randy The Ram Robinson’ Ramzinski, personaggio reso celebre dal capolavoro del 2008 diretto da Darren Aronofsky “The Wrestler”.

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Rourke, appassionato di boxe con all’attivo 8 incontri da professionista (6 vittorie e 2 pareggi), è tornato ieri sul ring a 62 anni, esattamente vent’anni dopo il suo ultimo incontro, in un match di esibizione a Mosca contro l’ex pugile professionista ventinovenne appartenente alla categoria di pesi medi Elliot Seymour. Ha pure vinto, per ko al secondo round. Una specie di messa in scena di un vero incontro che ha lasciato interdetto il numerosissimo pubblico accorso per assistere all’evento. A guardare il video della serata, sembra di assistere a una parodia di The Wrestler, solo con una dose di finzione decisamente maggiore rispetto a quella del film e, naturalmente, con un finale meno tragico. Le dichiarazioni di Rourke a commento dell’incontro, non sono meno degne di una sceneggiatura: “Ci sono alcune cose nella mia vita di cui non mi libero, e la boxe è una sorta di salvagente – ha detto – e per un uomo come me, è meglio vivere nella paura che andare avanti nella vergogna”.